Nucleare: Fukushima a rischio fusione, radioattività dell’acqua oltre 1000 volte superiore alla norma

di Marco Mancini 1

La situazione della centrale di Fukushima continua ad essere un rebus irrisolvibile per le autorità giapponesi. Gli alti livelli di radioattività registrati nelle acque del reattore 2 negli ultimi giorni potrebbero essere collegati ad una “fusione parziale ma temporanea delle barre di combustibile nucleare”. E’ quanto afferma Yukio Edano, ormai diventato il volto pubblico del Governo nell’emergenza nucleare.

Uno stato di emergenza che, in quanto temporaneo, si spera possa rientrare, ma sembra difficile che ciò possa accadere in breve tempo dato che gli operai non possono avvicinarsi al reattore a causa della pericolosità di quelle acque. Per non fare la fine dei due colleghi ricoverati per aver lavorato con i piedi nell’acqua talmente tossica da aver persino attraversato gli stivali e le tute, ora i lavoratori rimangono a distanza di sicurezza e tentano di agire tramite i sistemi d’emergenza meccanici, ma allo stato attuale nessuno sa se qualcosa, qualsiasi cosa, funzionerà.

Intanto i livelli di pericolosità della centrale sono perfettamente riscontrabili. A parte la gaffe incredibile di ieri della Tepco che attribuiva livelli di radioattività di 10 milioni di volte maggiori del normale, le rilevazioni fatte in maniera più seria hanno riscontrato tassi di iodio 131 di 1.150 volte superiori al normale nell’acqua di mare prelevata a 30 metri dalla centrale di Fukushima (contrariamente a quanto affermava pochi giorni fa il Premier Kan che invitava la popolazione a consumare il pesce perché non contaminato), mentre le acque nelle vicinanze dei reattori 1 e 4 hanno superato di 2.000 volte il livello normale.

Intanto la nube radioattiva rischia di finire ciò che l’esplosione nella centrale aveva iniziato. Pare infatti che questa abbia raggiunto le coste della California, tanto che rilevazioni effettuate in più di 100 siti di tutto il Paese hanno scoperto che la pioggia radioattiva è ormai una realtà. Ed anche se al momento non comporta rischi per la salute dei cittadini americani, non è certamente un bel segnale perché significa che le radiazioni hanno viaggiato per migliaia di chilometri e sono in grado di provocare ancora chissà quali altri danni.

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