Nucleare in Italia, i Verdi diffondono la lista dei probabili siti e annunciano battaglia
Il possibile quanto surreale ritorno al nucleare italiano torna a far discutere proprio in questi giorni in cui l’attenzione mondiale è concentrata verso ben altri temi, quelli trattati al summit di Copenhagen, il punto di convergenza attuale degli sforzi dei Paesi più industrializzati della terra per ridurre le emissioni e puntare alle energie pulite. Si torna a parlarne perchè probabilmente si sa qualcosa in più sui siti destinati alla costruzione delle centrali.
Dopo il no agguerrito e preventivo delle regioni italiane, immediata reazione all’annuncio dell’accordo italo-francese sul nucleare, è passato qualche mese di silenzio, dove non sono mancate le polemiche più o meno sottovoce e l’esternazione dei mille dubbi che il governo non ha mai chiarito su quanto deve ancora accadere. Qualche notizia, finalmente, però sembra essere finalmente trapelata.
E’ toccato ai Verdi alzare la voce e illuminare noi ignari cittadini sulle possibili aree di costruzione delle centrali nucleari, intercettate all’interno di un dossier inviato dall’Enel al governo.
Eccole: Montalto di Castro (Vt), Borgo Sabotino (Lt), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese ( Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma ( Agrigento), Monfalcone ( Gorizia).
Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi spiega:
Le aree sono idonee secondo Enel perché vicine a zone costiere e ai fiumi perché come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari. Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta portando l’Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. In tutto il mondo infatti i programmi nucleari sono pagati dallo Stato. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia.
L’Enel in una nota ha fatto sapere che non c’è alcun dossier né tanto meno sono stati individuati di già i siti per la costruzione delle quattro centrali nucleari. Nel dubbio, ancora una volta, ci siamo noi cittadini. Dove sorgeranno i siti? E quanto ci costerà realmente costruire le centrali?
[Fonte: Ansa]




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Non è la prima volta che spunta un’ipotetica mappa del nuovo nucleare italiano: qualche settimana fa a diffonderla era stata Greenpeace, che aveva rispolverato la vecchia mappa del nucleare del Cnen, voluta dal Governo Cossiga nel 1979, e il rapporto dell’Enea, del 2007, sulla vulnerabilità delle coste (con molta probabilità le centrali, che hanno bisogno di grandi quantità di acqua per completare il ciclo di raffreddamento, dovranno essere costruite in prossimità del mare o di un fiume). La lista dei Verdi è un po’ diversa e comprende le centrali nucleari della stagione chiusa con il referendum del 1987. Insomma, credo che sia impossibile che questi siti siano già stati definiti. I siti non li sceglie Enel, ma il governo. Sono le classiche notizie scritte per creare clamore.
Si, effettivamente non sono poi così tante le opzioni che ci si trova davanti, se si considera la conformazione fisica italiana. Quindi può anche darsi che siano quelli i siti veri, o almeno qualcuno. Ma da qui ad inventarsi un dossier che nemmeno esiste, non saprei. Potrebbe anche darsi che sia solo per suscitare clamore, ma inventarselo dal nulla! Qualche notizia deve pur essere trapelata in quegli ambienti… Tra l’altro mi sono documentata e alcuni dei siti nucleari che furono chiusi negli anni ’80 sono in via di smantellamento definitivo e la popolazione non sembra tanto propensa a riaccoglierli a cuor leggero, malgrado l’incremento di richiesta di lavoro che questo comporterebbe. Insomma, sappiamo bene che gli italiani non si scomodano facilmente per andare a votare i referendum popolari. Se allora lo fecero significa che sono assolutamente contrari ad utilizzare questo tipo di energia. E poi ci sono quelli scettici, come me, che credono nel nucleare ma non nel nucleare in Italia.. sappiamo già come andrebbe a finire… controlli allentati, sistemi di sicurezza con falle da tutte le parti e mazzette di qua e di la prima che avvenga una catastrofe… è una scena vista e rivista per alluvioni, terremoti, strade di sabbia, palazzi di cartone, scuole di scorie, pesci all’arsenico. Un’Italietta così non può seriamente pensare di riuscire a gestire in sicurezza degli impianti nucleari… o perlomeno molti cittadini non si fidano affatto e come dargli torto…
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