Oli usati, raccolte oltre 166 mila tonnellate dal COOU

di Michele Costanzo 1

Buoni risultati per il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Nel 2015 sono state raccolte oltre 166 mila tonnellate di oli lubrificati usati in massima parte destinati alla rigenerazione.

oli usati
Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU) è uno dei pilastri su cui si regge il sistema della raccolta differenziata in Italia. Operativo da oltre 30 anni, questo ente si occupa della raccolta degli oli lubrificanti esausti dismessi dai motori a scoppio e ne cura quindi l’avvio ad un processo di riciclo. Presente ad Ecomondo 2016, il COOU ha presentato alcuni dati relativi all’attività del consorzio nello scorso anno. Tra questi si segnala l’elevato tasso di rigenerazione che permette di produrre nuovo lubrificante a partire dagli oli usati.

La raccolta di oli usati del COOU nel 2015

Ad Ecomondo è stato presentato il Green Economy Report del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Nel 2015 il consorzio ha raccolto qualcosa come 166.700 tonnelate di oli usati rappresentativi di oltre il 43% del totale immesso in commercio in Italia. Considerata la complessità intrinseca della raccolta ed il consumo tipico dei motori a scoppio, la percentuale raccolta è prossima al 100% del potenziale raccoglibile.

Ma la raccolta degli oli usati è solo un dei compiti svolti dal COOU che si occupa anche dell’avvio al riciclo degli oli usati. sempre nel 2015 il consorzio ha avviato al recupero mediante rigenerazione 165 mila tonnellate di oli esausti pari al 99% del raccolto. Questo notevole risultato ha reso marginali gli altri due canali di riciclo per combustione o termodistruzione. In particolare alla termodistruzione sono state avviate solo 455 tonnellate di oli lubrificanti compromessi al punto da renderne impossibile il riutilizzo.

All’interno di un ciclo virtuoso di economia circolare gli oli usati rigenerati hanno prodotto sempre nel 2015 circa 100 mila tonnellate di basi rigenerate e 42 mila tonnellate di altri prodotti tra cui bitumi e gasoli.

Nel pieno rispetto della propria missione istituzionale, il COOU sta investendo molto nella rigenerazione come canale privilegiato per il recupero degli oli usati. La percentuale di oli destinati a questo tipo di trattamenti è salita dal 91% del 2014 al già citato 99% del 2015. Un risultato che premia la flessibilità della catena di riciclo e pone l’Italia tra i paesi più virtuosi in questo aspetto in Europa.

Benefici per l’ambiente e l’economia

I processi di rigenerazione degli oli usati sono caratterizzati da un basso uso di energia e di risorse e consentono un bilancio ecologico positivo se raffrontati ai normali processi produttivi degli oli lubrificanti. Sempre in riferimento ai dati del 2015, la rigenerazione degli oli usati ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di qualcosa come 35 mila tonnellate di CO2 e di risparmiare qualcosa come 427 mila metri cubi d’acqua.

Lo stesso percorso ha consentito di ridurre di 217 mila tonnellate i consumi di risorse naturali, fossili e minerali altrimenti impiegate per la produzioni di nuovi oli lubrificanti. Infine la rigenerazione ha permesso di preservare 650 ettari di territorio.

Oltre che sull’ambiente, la rigenerazione degli oli usati ha una positiva ricaduta anche sull’economia italiana. In particolare gli oli rigenerati hanno permesso un risparmio dell’ordine dei 50 milioni di euro all’anno sulle importazioni di petrolio. L’intero percorso di raccolta, trattamento e riciclo ha inoltre un effetto positivo sull’occupazione e sull’indotto.

Dal 2014 il COOU si propone come operatore sussidiario al mercato garantendo l’universalità della raccolta  e  la qualità della filiera. Anche grazie a questa nuova impostazione sia il livello assoluto della raccolta che la percentuale di rigenerazione hanno quasi saturato il potenziale teorico raggiungibile. Un risultato di riferimento all’interno del sistema italiano di riciclo dei rifiuti.

L’attività del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati

Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è stato istituito per legge in Italia nel 1982 ed è operativo dal 1984. Il consorzio opera attraverso una filiera corta che si occupa della raccolta degli oli usati, dell’analisi della loro composizione e del successivo avvio al riciclo.

Il COOU garantisce a livello nazionale la raccolta degli oli lubrificanti esausti attraverso 74 aziende consorziate. Queste ultime operano con automezzi di raccolta e sistemi di stoccaggio temporanei. La raccolta avviene attraverso punti specializzati diffusi sul territorio e costituiti ad esempio da industrie, stazioni di servizio, autoriparatori o isole ecologiche.

Nei depositi gli oli raccolti vengono analizzati per determinarne la composizione e le caratteristiche. In base a queste analisi viene quindi decisa la modalità di riciclo più opportuna. Come già accennato la rigenerazione è il canale privilegiato dal consorzio ed ha registrato percentuali di trattamento crescenti anche in funzione del miglioramento tecnico dei processi di lavorazione. La quasi totalità degli oli usati raccolti dal consorzio viene quindi oggi destinata alle industrie specializzate nella rigenerazione.

La rigenerazione degli oli usati

Quando si parla di rigenerazione degli oli usati ci si riferisce ad una serie di trattamenti che permettono di trasformare un olio esausto in una base lubrificante ed in altri prodotti secondari.

La base lubrificante offre caratteristiche qualitative paragonabili alle equivalenti sostanze ottenute dal greggio. Gasoli e bitumi rappresentano invece i principali sottoprodotti della rigenerazione. Da 100 kg di oli usati è mediamente possibile ricavare circa 65 kg di oli basi lubrificanti a cui si aggiungono dai 20 ai 25 kg di gasoli e bitumi.

Photo | Thinkstock

Commenti (1)

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