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Onu per il clima, da Poznan a Copenaghen, un anno per salvare il Pianeta

 
Paola P.
4 dicembre 2008
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Si è aperta in questi giorni a Poznan, in Polonia, la 14/a Conferenza Onu sul clima, con l’obiettivo primario di trovare un accordo e un profilo di intenti comune a tutti i Paesi per risolvere l’annoso problema dei cambiamenti climatici e arginare i danni dell’effetto serra sul Pianeta.
Dopo aver tracciato le linee guida nella road-map di Bali, in Indonesia, l’incontro di Poznan risulta di un’importanza cruciale, dal momento che da qui a un anno si svolgerà l’appuntamento clou delle varie trattative, con la stipula a Copenaghen delle nuove direttive da seguire quando nel 2012 scadrà l’attuale protocollo di Kyoto.

Un anno di tempo per salvare il Pianeta, con questo termine bene in mente e con il quale fare i conti hanno aperto i lavori gli 11.000 partecipanti al summit di Poznan, tra cui si contano i delegati di ben 186 Paesi.
A differenza dell’atmosfera che si respirava a Bali, quella polacca è un’atmosfera viziata e fortemente pregiudicata dallo spettro della crisi economica incombente, che spinge molti Paesi, primo tra tutti proprio l’Italia, a fare un passo indietro sulle promesse che salvaguardino l’ambiente.
La situazione è delle più critiche, ma non bisogna retrocedere sui risultati finora ottenuti e andare avanti sulla strada del taglio delle emissioni, l’unica via d’uscita possibile per salvare la Terra dagli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.
Non farsi spaventare dai dissesti finanziari, costringendo ancora una volta l’ambiente a pagare un prezzo che potrebbe rivelarsi stavolta troppo alto per un un Pianeta martoriato, supersfruttato e stanco. Come sottolinea con fermezza Rajendra Pachauri, premio nobel per la Pace nel 2007, presidente del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc):

Se non si interviene riducendo l’impatto ambientale dell’uomo, si mette a rischio la sopravvivenza di 6,9 miliardi di persone che vivono lungo i grandi bacini fluviali, praticamente la maggioranza dell’umanita’.

Come simbolo della distruzione cui è condannata la Terra, Greenpeace ha posizionato in un blitz in Polonia un enorme globo terrestre fatto di legno e carbone, letteralmente spazzato via dalle emissioni di Co2 che come un’onda travolgono il Pianeta.

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