Il piano di Obama per tagliare la CO2 negli Stati Uniti

di Marco Mancini Commenta

piano obama taglio co2 stati unitiIn questi ultimi giorni Barack Obama si sta spendendo molto sul fronte ambientalista. I suoi annunci riguardanti i cambiamenti climatici hanno fatto il giro del mondo, ma oltre a preannunciare una dura battaglia su questo fronte, di concreto non ha detto molto. Oggi però scopriamo che qualche passo comincia a farlo, e lo fa grazie al mezzo che gli ha permesso di vincere le elezioni, ovvero internet. Attraverso il sito web della Casa Bianca il suo staff ha pubblicato un’infografica che racchiude la situazione di partenza di quest’anno ed i piani nella mente del presidente.

Tralasciamo per adesso la situazione attuale che ben conosciamo tutti, con i dati che parlano del 2012 come uno degli anni con la maggior siccità della storia ed uno dei più caldi, e saltiamo direttamente alla parte pregnante, quella delle soluzioni. Al primo posto Obama mette le rinnovabili. Considerando che un terzo delle emissioni americane (ed anche mondiali) deriva dalla produzione di energia elettrica, l’obiettivo è di fornire sempre più rinnovabili al suo Paese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Per incentivarle l’intenzione di qui al 2016 è di stabilire un tetto massimo alle emissioni delle centrali energetiche, in modo da rendere più conveniente investire nell’energia pulita che in quella tradizionale.

Durante la presidenza Obama, gli Stati Uniti hanno raddoppiato l’apporto di energia solare ed eolica. Nell’immediato il presidente prevede di incrementare del 30% i fondi non solo nella ricerca sulle rinnovabili, ma anche sul nucleare sicuro e sul carbone pulito. Questi ultimi due punti ci lasciano un po’ perplessi visto che non esiste né uno né l’altro. Ad ogni modo l’intenzione è di raddoppiare l’attuale apporto delle rinnovabili entro il 2020 e assicurare tanta energia pulita quanta ne serve per 6 milioni di abitazioni.

L’intervento ci sarà anche sul settore dei trasporti, il secondo settore che inquina di più dopo quello energetico. Per limitare i danni, oltre a confermare il limite alle emissioni imposto sui veicoli futuri ed aumentarne l’efficienza, l’amministrazione investirà anche sulla diffusione dei biocarburanti. Il terzo fattore di inquinamento, lo spreco domestico, ha già trovato una piccola soluzione con gli incentivi all’acquisto di elettrodomestici a risparmio energetico e con il miglioramento energetico degli edifici, ma in futuro gli obiettivi che Obama si pone sono raddoppiare il tasso di risparmio energetico entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010, mentre nell’immediato impiegherà 250 milioni di dollari in incentivi per la ristrutturazione degli edifici rurali.

Infine, tra gli ultimi passaggi, spiccano il nuovo Clean Air Act che dovrà essere realizzato entro il 2020, il passaggio dalla dipendenza dal petrolio al gas, riduzione di due terzi del consumo energetico dell’intero apparato pubblico e fornire aiuti per quanto riguarda il settore agricolo e nelle emergenze in seguito alle catastrofi naturali.

[Fonte e foto: Whitehouse.gov]

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