Piattaforma off shore Saipem, controllata Eni, affonda nel Congo

di Matteo Carriero Commenta

piattaforma-petroliferaUna delle piattaforme off shore della Saipem, controllata Eni, è affondata nelle acque vicine la foce del fiume Congo a causa, a quanto sembra, di un cedimento dei fondali. Si contano un disperso e sei persone ferite, ma per il momento non sembra ci siano grandi danni ambientali.

La società Saipem controlla da Eni ha perso una delle 6 piattaforme off shore collocate nelle acque tra l’Angola e il Congo, non lontano dalla foce del fiume. Dalle ricostruzioni emerse finora, la piattaforma si sarebbe improvvisamente ritrovata inclinata per il cedimento dei fondali sotto una delle gambe d’appoggio. In breve l’acqua ha portato giù l’intera struttura.

Sulla piattaforma off shore non erano presenti dipendenti della società, tuttavia uno degli uomini dell’equipaggio del Perro Negro 6 risulta disperso (non si hanno ulteriori informazioni sull’uomo, si sa solo che non dovrebbe essere di nazionalità italiana), mentre altri 6 feriti in modo tuttavia non preoccupante. Naturalmente data l’entità dell’incidente si è subito pensato a possibili danni ambientali, tuttavia la nota della Saipem fa sapere che non ci sarebbero particolari problemi a riguardo.

A quanto sembra al momento

non risultano inquinamenti ambientali, e vengono prese tutte le misure possibili di prevenzione. Il team di emergenza di Saipem sta operando in stretta collaborazione con le Autorità angolane e la struttura operativa del cliente.

L’incidente non dovrebbe avere particolari conseguenze essendosi verificato durante le procedure di posizionamento della piattaforma, prima che questa cominciasse a perforare i fondali marini.

L’affondamento completo della piattaforma petrolifera della società controllata dal colosso Eni si è verificato alle 10.30 circa di ieri, stando a quanto riportato dalla Saipem”. Per il momento questo è tutto quello che si sa sull’incidente. Ulteriori informazioni in merito all’uomo che risulta disperso e ai possibili danni ambientali, finora esorcizzati con forza, dovrebbero arrivare nelle prossime ore.

Photo credits | st33vo su Flickr

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