Sardegna, referendum nucleare supera il quorum: in testa il popolo dei contrari

di Redazione 1

Il referendum sul nucleare in Sardegna del 15 e 16 maggio ha superato il quorum, abbassato al 33%. Al momento sono state scrutinate solo 205 sezioni su 1.820 complessive e risulta, dati ancora parziali dunque, che il 98,01% dei votanti, alla domanda “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”  abbia dato risposta affermativa, dichiarandosi contrario.

Una grande vittoria della democrazia sulla dittatura, così ha definito l’affluenza dei sardi alle urne nell’ambito del quesito consultivo regionale, Felice Belisario, presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato. Un quorum che fa ben sperare per il referendum abrogativo nazionale previsto per il 12 e 13 giugno prossimi.
Non manca una frecciatina di Belisario all’indifferenza dei media tradizionali che ha circondato il referendum consultivo in Sardegna e che sta ancora avvolgendo quello abrogativo nazionale di giugno:

Nonostante il silenzio dei media, gli italiani sono andati a votare perché credono ancora nel referendum come fondamentale strumento di affermazione della sovranità popolare. Il raggiungimento del quorum è la conferma della volontà dei cittadini di cambiare, mandando a casa un governo pericoloso e pasticcione e iniziando così a cambiare il nostro futuro, ha sottolineato l’esponente dell’IdV.

Si dichiara visibilmente sodddisfatto per il raggiungimento del quorum anche Fabio Rampelli, deputato del Pdl, definendolo

un dato che conferma tutte le mie previsioni in ordine all’orientamento dell’elettorato di centrodestra sulla materia. Tendenza che solo in minima parte è influenzata dal disastro di Fukushima. Gli italiani sono infatti convinti che l’Italia possa investire su energie pulite, anche per le proprie caratteristiche.

Piuttosto che rincorrere la fissione nucleare, ormai rappresentanza del vecchio, ha sottolineato Rampelli, occorre investire in nuove tecnologie energetiche. Rampelli auspica che il raggiungimento del quorum in Sardegna possa servire da stimolo al Pdl per

affrontare con maggiore serenità e serietà la questione energetica italiana, fuoriuscendo dai luoghi comuni.

Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, ha commentato la grande partecipazione al referendum affermando che il popolo sardo vuole scegliere senza accettare passivamente imposizioni dall’alto, posizione che dovrebbe essere assurta a modello sia a livello nazionale che internazionale.
Per Bonelli dei Verdi il voto sardo è un punto a favore della battaglia sul nucleare in Italia, che ne esce ancora più forte. Non la pensa allo stesso modo Alfonso Fimiani, portavoce dei Comitati dell’Astensione che si chiede cos’hanno da esultare gli antinuclearisti. L’alta affluenza alle urne altro non sarebbe che imputabile alla concomitanza con le amministrative:

Sarebbe interessante capire quanti, trovandosi in mano la scheda per votare il proprio Sindaco ed il proprio Presidente della Provincia, avevano la necessaria consapevolezza per esprimersi anche sull’energia atomica: sono sicuro che, dato il monopolio mediatico dell’ambientalismo estremista e fondamentalista, neanche l’80% dei votanti era in condizione di scegliere con lucidità, tuona Fimiani.

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