Riciclo dei rifiuti, 9 regioni superano l’obiettivo del 50%

di Michele Costanzo Commenta

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La raccolta differenziata e l’avvio al riciclo dei rifiuti rappresentano una delle sfide dei nostri tempi. Queste due fasi distinte ma tra loro correlate coinvolgono una complessa catena di soggetti che partono dai singoli cittadini, passano per i comuni ed in consorzi di raccolta ed arrivano al riciclo vero e proprio. Un sistema complesso quindi e differenziato a seconda della tipologia di rifiuti da trattare. Il “VI Rapporto Banca Dati AnciConai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti” fa il punto sul funzionamento di questa complessa macchina organizzativa proponendo numerosi spunti sia in termini qualitativi che quantitativi.

Il rapporto Anci-Conai su differenziata e riciclo

I dati del rapporto Anci-Conai sono riferiti al 2015 e sono di particolare rilevanza perché offrono una copertura del 95% della popolazione (circa 56 milioni di italiani). È utile anzitutto partire dai dati generali della raccolta differenziata che permettono di capire meglio le grandezze in gioco. Per frazione merceologica nel corso del 2015 in Italia sono state raccolte:

  • 2,775 milioni di tonnellate di carta
  • 572 mila tonnellate di plastica
  • 640 mila tonnellate di legno
  • 138 mila tonnellate di metalli
  • 1,299 milioni di tonnellate di imballaggi misti
  • 1,281 milioni di tonnellate di vetro
  • 5,291 milioni di tonnellate di frazione umida
  • 249 mila tonnellate di rifiuti RAEE
  • 1,110 milioni di tonnellate di altri rifiuti differenziati

In totale quindi la raccolta differenziata in Italia nel 2015 ha portato alla gestione di 13,36 milioni di tonnellate di materiali. La ripartizione di questi dati per macro aree geografiche è la seguente:

  • Nord Ovest: 4,65 milioni di tonnellate
  • Nord Est: 3,23 milioni di tonnellate
  • Centro: 2,74 milioni di tonnellate
  • Sud: 2,25 milioni di tonnellate
  • Isole: 0,49 milioni di tonnellate

Raccolta differenziata nelle regioni

A fronte di questi dati generali, la raccolta differenziata per abitante ha visto nel 2015 una significativa crescita. La così detta “Intercettazione pro capite” ha infatti raggiunto la media nazionale di 253,28 kg annui per abitante, un valore in crescita del 7,9% rispetto ai dati del 2014. La Liguria con una raccolta di 357,05 kg/ab*anno è la regione con il valore di intercettazione più elevato. Sopra la soglia dei 300 kg anche Trentino Alto Adige (321,20kg), Emilia Romagna (336,88 kg) e Marche (305,91). A chiudere la classifica è invece la Sicilia con soli 54,81 kg per abitante.

Nel raffronto con i dati del 2014, è ancora la Liguria a registrare la migliore performance con una crescita della raccolta differenziata pro-capite del 74,33%. Molto positiva la variazione anche in Calabria (+54,65%) ed in Campania (+39,60%).

A termine di paragone occorre ricordare che sempre nel 2015 la produzione di rifiuti urbani ha raggiunto 512 kg pro capite, per cui poco meno della metà riesce ad essere effettivamente intercettata dal sistema di raccolta differenziata.

Avvio al riciclo dei rifiuti

Come accennato in apertura la raccolta differenziata è propedeutica al riciclo dei rifiuti vero e proprio. Una lunga sezione del rapporto Anci-Conai è dedicato proprio a questo aspetto. L’intera raccolta differenziata non può essere integralmente avviata al riciclo per ragione a volte anche molto complesse di tipo tecnica o operativo. Ad esempio nella raccolta differenziata multimateriale è sempre presente una frazione estranea composta cioè da materiali che dovrebbero essere gestiti in un differente canale. Tale frazione estranea a seconda dei casi arriva a rappresentare anche una quota significative dell’intera raccolta.

A livello nazionale come abbiamo visto la raccolta differenziata è arrivata a coprire il 49,3% della produzione di rifiuti urbani. La percentuale che invece viene effettivamente avviata al riciclo è pari al 45,99%. Complessivamente quindi la soglia del 50% del materiale avviato al riciclo non è molto distante anche se come spesso accade le differenze regionali sono ancora notevoli.

Riciclo nelle regioni e nei comuni

Nove sono in particolare le regioni che globalmente hanno già superato il traguardo del 50% di avvio al riciclo. Guida la graduatoria il Trentino Alto Adige (68,99%) seguito da Friuli Venezia Giulia (61,00%), Lombardia (59,93%), Marche (57,96%), Veneto (55,41%), Piemonte (55,19%), Emilia Romagna (54,98%), Valle d’Aosta (53,77%) e Sardegna (51,58%). In fondo alla classifica invece Basilicata (23,31%) e Sicilia (10,81%).

Più in generale le regioni che hanno già centrato l’obiettivo del 50% di avvio al riciclo sono quasi tutte al nord con le eccezioni di Marche e Sardegna. Le regioni più distanti dal traguardo sono invece concentrate al sud. È però proprio una regione meridionale, la Calabria, ad aver registrato la maggiore crescita nell’avvio al riciclo rispetto al 2014 (+51,66%). Molto importati i progressi registrati anche in Liguria (+19,33%) e Valle d’Aosta (+14,90%).

Ad un livello di dettaglio ancora maggiore sono complessivamente 3.549 i comuni italiani ad aver raggiunto o superato la soglia del 50% di avvio al riciclo dei rifiuti. Tale numero è in crescita del 12,98% rispetto al 2014. In questi comuni virtuosi vivono 25 milioni di italiani pari al 42,09% della popolazione nazionale.

In termini assoluti è il comune di toscano di Scandicci a raggiungere il più alto livello di avvio al riciclo con una percentuale dell’87,62%. Tra i grandi comuni con più di 100 mila abitanti il miglior risultato è invece quello di Trento (80,04%).

Riciclo e riduzione delle emissioni

Oltre all’effetto volano in termini di economia circolare, il riciclo dei rifiuti realizzato in Italia nel 2015 ha permesso una consistente riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera.

Lo scorso anno in particolare il riciclo dei rifiuti ha permesso di risparmiare 1,79 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Per ogni tonnellata di materiale avviato al riciclo si è avuta una riduzione delle emissioni di 0,185 tonnellate di CO2 equivalente.

Photo | Thinkstock

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