Emissioni: Francia, Germania e Gran Bretagna decidono la riduzione al 30%

di Redazione 2

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Qualche mese fa l’Europa disse di no, ma le tre superpotenze vanno contro i diktat dei Paesi emergenti: l’obiettivo al 2020 sarà ridurre le emissioni del 30%. Ad annunciarlo sono i rispettivi ministri dell’ambiente di Germania, Francia e Gran Bretagna i quali si sono incontrati ieri a Bruxelles ed hanno ratificato un accordo con il quale le tre locomotive d’Europa hanno deciso di correre da sole per dare il buon esempio nella lotta ai cambiamenti climatici.

L’accordo iniziale, accettato da tutti i Paesi dell’area Ue, era quello del famoso 20-20-20, il quale prevedeva che entro il 2020 le emissioni di gas ad effetto serra fossero il 20% in meno rispetto al 1990. Già su questo punto alcuni Paesi, come l’Italia, si opposero, ritenendolo troppo alto, ma nonostante le proteste, l’accordo fu ratificato ugualmente. Dopo la conferenza di Copenaghen però Francia e Germania proposero, per dare il buon esempio al mondo, ed in particolare a Cina e Stati Uniti, di aumentare questa riduzione al 30%. Ma l’Europa si oppose.

Fino a ieri, quando i due Paesi hanno trovato nel britannico Chris Huhne un alleato affidabile per annunciare al mondo che almeno queste tre nazioni perseguiranno il nuovo obiettivo, con l’appoggio dell’Europa oppure no. Si legge sui giornali che hanno dato la notizia in via ufficiale questa mattina che questa scelta è:

un reale tentativo di limitare l’aumento delle temperature nel mondo di due gradi, una scelta economica giudiziosa.

Contemporaneamente, per porre l’accento sull’iniziativa e rendere la situazione ancora più chiara al mondo, il Ministro degli Esteri britannico Henry Bellingham ha presentato un’iniziativa informatica in tema ambientale molto importante: un’applicazione di Google Earth in cui è possibile osservare i primi segnali del cambiamento climatico sulla Terra. Inoltre quest’applicazione effettua anche previsioni, facendo vedere agli utenti cosa accadrebbe se non si prendessero provvedimenti per ridurre la CO2.

Il passaggio dal taglio del 20 al 30% costa anche meno del previsto (48 miliardi di euro anziché i 70 previsti inizalmente), ma servirà per far aggregare gli altri Paesi, permettendogli di seguire obiettivi almeno vicini a questo, perché la possibilità che la temperatura terrestre media salga di 4 gradi entro la fine del secolo non è poi così remota, ed anzi, potrebbe accadere già entro il 2060.

Fonte: [Adnkronos; La Stampa]

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