Palermo sommersa dai rifiuti, scattano i roghi e lo scarica barile

di Marco Mancini 3

immondizia a palermo

Da una parte c’è il sindaco Cammarata che scarica tutta la colpa sul presidente Lombardo, dall’altra il capo della Regione che parla di immobilità del primo cittadino di Palermo. Di mezzo i cittadini e i turisti, milioni di persone che ogni giorno devono fare i conti con l’aria irrespirabile e i sacchetti dell’immondizia da scansare. E’ questa la foto del capoluogo siciliano, definito nei giorni scorsi da Le Monde una “città-spazzatura dimenticata”, e che farà cambiare idea ai molti turisti francesi che volevano passare le vacanze sull’Isola.

Un problema che esiste all’estero, esiste a Palermo e nelle altre aree della Sicilia colpite dall’emergenza, ma che non esiste per il resto d’Italia, che di questa vicenda sa poco o nulla. Come successo per Napoli, dove anziché l’immondizia sono sparite le telecamere, per la Sicilia le televisioni non sono mai esistite, a parte qualche web-tv e qualche coraggioso cronista di carta stampata che ha ripreso lo scempio di una città allo sbando.

Le cause di questa grave patologia sono tantissime. La principale è la mancata costruzione dei tre termovalorizzatori promessi in campagna elettorale da Berlusconi, e i cui lavori ancora non sono partiti. Questo ha portato ad una “imbottitura” della discarica di Bellolampo, arrivata sul punto di esplodere. Le conseguenze sono facilmente prevedibili: la proliferazione delle discariche abusive e l’immondizia per le strade. A questo si aggiunge che l’Amia, l’azienda municipalizzata che si dovrebbe occupare di ritirare i rifiuti, è commissariata ormai da mesi, con amministratori di nomina politica che hanno dimostrato tutta la loro incapacità nella gestione dell’emergenza.

Ciò significa niente soldi per le attrezzature più semplici, come le mascherine per gli operatori ecologici, e a volte nemmeno i fondi per pagare gli stipendi, come dimostrato dai diversi scioperi che si sono susseguiti nei mesi scorsi. I dipendenti fanno quello che possono, ma non avendo un posto dove scaricare i rifiuti, molto spesso sono costretti a scegliere quale parte ripulire. E così si finisce che la zona turistica, almeno in alcuni tratti, non presenta problemi, ma come accade anche in Campania, basta spostarsi un po’ più verso l’interno, dove vivono i palermitani, per trovare immondizia ovunque per le strade.

Nel frattempo, la scorsa settimana, il consiglio comunale ha approvato un incremento della Tarsu, la tassa per la gestione dei rifiuti, del 54%. In pratica i palermitani saranno costretti a pagare di più per un servizio che non hanno, mentre si è scoperto che alcune aziende, sia private che pubbliche, questa tassa non la pagano da anni. E i cittadini come reagiscono? La maggior parte si sono ormai arresi, mentre i più arrabbiati hanno reagito come successo già a Napoli: con il rogo delle montagne di rifiuti. L’unico modo rimasto per liberarsi dalla “munnizza”.

Commenti (3)

  1. Che ne parli tutto il mondo…nel momento in cui i “signori” del turismo vedranno scemare i loro guadagni l’immondizia sparirà.

    1. speriamo davvero sparisca ma il problema va risolto alla base!

  2. penso che bisognerà aspettare la prossima campagna elettorale per veder sparire l’immondizia….anche se subito dopo le elezioni puntualmente ricomparirà!

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