Rinnovabili, emissioni ed efficienza. A che punto è l’Europa?

di Michele Costanzo Commenta

L'Unione Europea si è data obiettivi ambizioni in tema di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni ed efficienza energetica. I dati AEA mostrano che è sulla buona strada ma con diverse eccezioni.

rinnovabili
L’Unione Europea è accreditata a livello internazionale di avere una delle normative più avanzate in tema ambientale. Un complesso di norme, regolamenti ed obiettivi sintetizzati nel ‘Pacchetto per il clima e l’energia 2020‘ che definisce i macro-obiettivi da raggiungere entro il 2020 in tema di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni e miglioramento dell’efficienza energetica. Con il 2016 che va ormai a concludersi, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato un nuovo rapporto che fa il punto sullo stato di conseguimento degli obiettivi di medio e lungo termine adottati dall’UE in tema di clima ed ambiente. Mentre in alcuni settori come le rinnovabili l’Unione è sulla buona strada per centrare gli obiettivi del 2020, in altri campi come la mobilità sostenibile il passo attuale potrebbe non essere adeguato.

I tre obiettivi del Pacchetto 2020

Sotto la dicitura ‘Pacchetto per il clima e l’energia 2020’ si riuniscono una serie di norme comunitarie in tema di clima ed ambiente da attuare nel medio periodo. Alla definizione di questo quadro normativo venne fissato l’orizzonte temporale del 2020 per raggiungere tra grandi obiettivi:

  • Riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990.
  • Copertura del 20% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili.
  • Miglioramento del 20% dell’efficienza energetica, con conseguente calo dei consumi energetici.

Proprio per questa formulazione il pacchetto è anche noto come l’espressione ’20-20-20′. Come si può facilmente intuire i tre obiettivi del programma sono tra loro strettamente legati. Ad esempio una maggiore diffusione delle energie rinnovabili determina una calo delle emissioni di gas serra. Allo stesso modo una maggiore efficienza nei consumi e nei trasporti può ridurre la dipendenza dalle fonti non rinnovabili, aumentare la quota di copertura dell’energia verde e ridurre i livelli di emissioni. In altre parole guardando al 2020 rinnovabili, emissioni ed efficienza energetica si comportano come variabili interconnesse che si influenzano reciprocamente.

In prospettiva 2020 l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha ora pubblicato una valutazione aggiornata sui progressi compiuti dall’Unione Europea nel suo insieme e dai singoli stati membri.

Energie rinnovabili in linea con gli obiettivi

L’uso di energia da fonti rinnovabili nell’Unione Europea ha raggiunto il 16% nel 2014, un dato che dimostra come gran parte del cammino in questo settore sia già stato compiuto. Nel biennio 2013-2014 il livello di diffusione delle rinnovabili è stato addirittura migliore rispetto alla curva di adozione pianificata dall’Unione. Dati non ancora definitivi mostrano inoltre che la quota delle rinnovabili è salita al 16,4% nel 2015.

Il peso delle rinnovabili è costantemente aumentato nell’ultimo decennio. Nel 2005 l’energia pulita copriva il 9% del fabbisogno energetico europeo per poi superare il 10% già nel 2007 e toccare il 15% nel 2013. La produzione di energia elettrica è il settore più avanzato in questo percorso tanto che nel 2015 la produzione da fonti rinnovabili ha toccato il 28,3%.

Situazione meno positiva per quanto riguarda il settore dei trasporti, per il quale è stata fissata la soglia del 10% di rinnovabili entro il 2020. Nel 2014 la quota delle energie pulite nel settore si è fermata al 5,9% mentre per il 2015 è stimata al 6,0%. Valori che allo stato attuale rendono difficile il rispetto dei target fissati.

Con il passo attuale di diffusione delle rinnovabili l’UE è ben posizionata per raggiungere la quota del 27% di energie pulite per il 2030 mentre dovrà incrementare gli sforzi per gli obiettivi di lungo termine (almeno il 55% nel 2050).

Emissioni già calate di oltre il 20%

Secondo l’analisi dell’AEA almeno uno degli obiettivi del Pacchetto 2020 è già stato raggiunto con ampio anticipo. Nel 2014 infatti le emissioni di gas serra nell’Unione Europea sono calate del 23% rispetto ai valori di riferimento del 1990. Sarebbe però un errore dare l’obiettivo per acquisito. I dati preliminari per il 2015 mostrano infatti un aumento delle emissioni che ha ridotto il calo rispetto al 1990 al 22%. Si tratta di un dato anomalo che potrebbe essere legato specificità climatiche e che in ogni caso al momento non pregiudica gli obiettivi.

Mentre le emissioni generali sono in calo, il settore dei trasporti si è mosso in controtendenza. Dal 1990 infatti le emissioni di gas serra di questo comparto sono tendenzialmente aumentate fino al 2007 per poi registrare un calo marcato tra il 2008 ed il 2013 forse anche per effetto della crisi economica. Nel 2014 ed in prospettiva nel 2015 le emissioni del settore trasporti sono nuovamente in crescita.

L’efficienza energetica in Europa

Anche in tema di efficienza energetica, l’Unione Europa sembra ben posizionata per raggiungere gli obiettivi del 2020. In particolare l’Unione ha fissato come obiettivo una riduzione della domanda totale di energia del 13,4% nel 2020 e del 20,1% nel 2030 rispetto ai livelli del 2005.

Nel 2014 si è già registrato un calo del 12% della domanda totale di energia rispetto al 2005, un dato anche migliore della curva prevista. I dati preliminari sul 2015 mostrano però un nuovo aumento della domanda che va a ridurre all’11% la riduzione della domanda rispetto ai livelli del 2005. La stessa AEA sottolinea comunque come nel 2014 la domanda di energie sia stata eccezionalmente bassa in Europa anche per effetto di condizioni climatiche favorevoli.

L’Unione è in linea con i programmi anche per la scadenza del 2030 con obiettivi di riduzione dei consumi agevolmente raggiungibili anche senza nuove rivoluzioni normative.

Photo | Thinkstock

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