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Rio+20, un accordo nato morto

 
Marco Mancini
11 giugno 2012
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rio+20 accordo nato mortoA quanto pare, in questo periodo di crisi, forse è meglio che i Paesi europei risparmino quei soldi che serviranno per mandare i propri rappresentanti a Rio de Janeiro per la conferenza Rio+20 del prossimo 20 giugno. Secondo le voci provenienti dai gruppi ambientalisti e da quelli vicini alla politica, pare che non si debba fare alcun passo in avanti verso una seria politica ambientale, ed anzi in quell’occasione si corre il rischio di farne qualcuno all’indietro.

Lo conferma questa mattina il Third World Network, un gruppo non governativo che si occupa delle politiche dei Paesi del Sud-Est asiatico, secondo cui soltanto il 20% dei 180 Paesi che parteciperanno alla conferenza sono d’accordo con la stesura del testo definitivo, mentre il restanto 80% si fa la guerra l’uno con l’altro. Ad esempio i Paesi poveri chiedono “nuove e maggiori risorse finanziarie” ai ricchi, ma si sa che in questo periodo nessuno dei Paesi industrializzati se la sta passando bene, economicamente parlando, e quindi nessuno accetterebbe di aumentare il fondo per la transizione tecnologica stabilito un paio di anni fa.

Anzi, paradossalmente da questo punto di vista la Cina sembra allineata più sulle posizioni dei Paesi ricchi, forse perché lo sta diventando, visto che i politici cinesi vorrebbero eliminare questo passaggio dal testo, mentre quelli più poveri come il Pakistan lo ritengono fondamentale. Secondo Jim Leape, direttore generale del WWF, tre giorni di colloqui sono troppo pochi. C’è tanto da parlare e tanto da negoziare, e si corre il rischio che questi non bastino e si finisca, come sempre, con un nulla di fatto. Per questo sono settimane che i tentativi di avvicinamento si stanno facendo ancor prima che la conferenza inizi, ma si sa che è molto più efficace parlare davanti alle telecamere e faccia a faccia, piuttosto che tramite lettere e e-mail. Secondo Leap inoltre il rischio maggiore, più che non si trovi nessun accordo, è che se ne trovi uno talmente debole da essere insignificante, come avvenuto recentemente quando il testo provvisorio, rivelato nei giorni scorsi, ha mostrato obiettivi indeboliti e snaturati.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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