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  • 13
  • giu
  • 2011

Riscaldamento globale: 42 milioni di persone “sfrattate” dai cambiamenti climatici

Di Marco Mancini, in Mutamenti Climatici.

Le inondazioni del Mississippi, la grave siccità in Texas, la stagione dei tornado che sembra non dover finire più. Questi ed altri eventi si sono susseguiti nella prima metà del 2011. Una serie di catastrofi che, se si considerano anche quelle del 2010 come le ondate di calore devastante in Russia, e le inondazioni in Pakistan e Australia, fanno capire che la situazione climatica mondiale è più seria di quanto ce ne rendiamo conto.

Purtroppo però, secondo molti scienziati del clima, questa sarà “la nuova normalità”, e forse dovremmo iniziare a farci una ragione che i mutamenti climatici avranno un impatto devastante sulla società umana. Per cominciare, le condizioni meteorologiche estreme hanno portato 42 milioni di persone a fuggire dalle loro case nel 2010, una situazione in costante peggioramento visto che sono circa il doppio rispetto al 2009. La valutazione è dell’Internal Displacement Monitoring Centre.

La Associated Press entra nei dettagli:

l’aumento di 17 milioni di sfollati dal 2009 è dovuto principalmente agli effetti dei “mega-disastri” come le massicce inondazioni in Cina e Pakistan ed i terremoti in Cile e ad Haiti. Più del 90% dei disastri sono stati causati da rischi meteorologici quali inondazioni e tempeste che sono stati probabilmente influenzati dal riscaldamento globale, ma non può dire in quale misura.

Un’idea di come sarà la situazione nei prossimi anni la dà Elisabeth Rasmusson, il segretario generale del Consiglio Norvegese dei Rifugiati.

L’intensità e la frequenza degli eventi meteorologici estremi è in aumento, e questa tendenza è solo destinata a continuare. Con ogni probabilità, il numero delle persone colpite e sfollate salirà quando il cambiamento climatico indotto dall’uomo arriverà a pieno regime.

Il termine “rifugiati climatici”, riconosciuto anche dall’Onu, è stato coniato per descrivere un gruppo di persone che sono costrette a lasciare le proprie terre perché ormai diventate inabitabili a causa di eventi naturali legati al riscaldamento del pianeta. Ciò che è più grave, anche più dello sradicare una persona dalla propria terra, è che tutto questo è destinato a portare a confilitti in futuro, dato che sempre meno aree del mondo saranno abitabili, mentre la popolazione mondiale continuerà inevitabilmente a crescere.

Riscaldamento globale: i rifugiati climatici continuano ad aumentare
Ecco che fine fanno i primi rifugiati del cambiamento climatico

[Fonte: Treehugger]

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Commenti:

E' stato scritto un commento su "Riscaldamento globale: 42 milioni di persone “sfrattate” dai cambiamenti climatici"

  1. [...] I due studiosi parlano anche di ansietà ambientale pr descrivere tutti quei comportamenti di depressione e ansia legati alla consapevolezza del mondo che cambia. La percentuale di persone preoccupate per l’ambiente è del 7% circa, mentre il 18% degli americani è indifferente alle preoccupazioni ecologiste. Il fenomeno potrebbe essere legato a quello che i due psicologi chiamano “amnesia ambientale generazionale” una specie di incapacità nel vedere i progressivi cambiamenti dell’ambiente, forse motivata dal fatto che ci si abitua alle notizie e agli eventi catastrofici e si finisce per ignorarli. I cambiamenti climatici sono anche responsabili di grandi mutamenti sociali, ad esempio a causa della scarsità delle risorse idriche. Entro il 2030 oltre il 40% della popolazione, circa 200 milioni di persone, non avrà facile accesso all’acqua e sarà costretta a migrare [...]




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