leonardo.it

Rischio ambientale del petrolio: occorre legislazione più decisa

 
laura
2 aprile 2008
3 commenti
disastri.jpg

Oggi l’impiego del petrolio è vastissimo, basti pensare ai carburanti che muovono le nostre macchine, oppure alla plastica con cui sono realizzati la maggior parte degli oggetti. Ma le sue origini sono antiche: l’asfalto, che è un suo derivato, fu impiegato nella costruzione della città di UR in Mesopotamia già nel 3000 a.C., per l’edificazione della Torre di Babele, e per vari secoli fu usato come impermeabilizzante e legante. Il petrolio è un insieme di sostanze naturali che si trovano normalmente associate alle rocce sedimentarie e derivano dalla trasformazione/decomposizione di sostanze organiche che, anzichè essere distrutte dai normali processi naturali, si conservano e si accumulano nel sottosuolo per milioni di anni all’interno delle rocce sedimentarie stesse che via via si formano.

Nel 2006 in Ecuador una fuga di petrolio dall’acquedotto della Petroecuador ha inquinato parte della riserva naturale di Cuyabeno nel nordest del paese (si tratta dell’ultima parte di foresta amazzonica, quella più vicina alle Ande).


Il rischio ambientale causato dal versamento di petrolio è incalcolabile. La vegetazione rimane coperta di greggio con effetti su tutte le specie erbivore dell’area. La superficie dell’acqua risulta contaminata con grave pericolo per gli abitanti marini. Sono ormai troppi i disastri avvenuti in tutti i mari, che hanno causato disastri ecologici di portata enorme. Pensiamo, ad esempio, a quello avvenuto in Galizia, con l’affondamento della petroliera Prestige , ma non dimentichiamo, tra gli altri, il disastro della Exxon Valdez, nel 1989, quello della Haven, davanti alle coste liguri, nel 1991, l’affondamento della petroliera Erika, di fronte alle coste della Bretagna, nel 1999 con gran parte del suo carico a bordo. Alle volte il trasporto del petrolio è affidato a navi “carrette” e se sono fortunate queste imbarcazioni arrivano a destinazione, ma a volte non succede.

Per prevenire questi disastri occorre una legislazione più severa in materia ambientale, ma al momento una legislazione simile probabilmente non è ancora compiuta nemmeno nelle democrazie più vecchie…

Articoli Correlati
Petrolio: disastro ecologico in Russia grande 6 volte quello della BP

Petrolio: disastro ecologico in Russia grande 6 volte quello della BP

Il mondo si è scandalizzato quando per tutta l’estate dello scorso anno nel Golfo del Messico il popolo più tecnologicamente avanzato del pianeta non riusciva a chiudere un buco da [...]

Petrolio causa un disastro ambientale all’anno in Nigeria, ma il mondo non lo sa

Petrolio causa un disastro ambientale all’anno in Nigeria, ma il mondo non lo sa

Nonostante un passato di palesi violazioni ambientali e dei diritti umani in Nigeria, la Shell ha respinto in un’udienza pubblica olandese le accuse rivoltegli questa settimana sull’utilizzo di “versioni non [...]

Disastro ambientale in Lousiana: migliaia di litri di petrolio sversati in zone protette

Disastro ambientale in Lousiana: migliaia di litri di petrolio sversati in zone protette

La settimana scorsa, proprio il giorno dopo aver risolto il problema della nave cinese incagliata nella Grande Barriera Corallina australiana, sorse un nuovo problema. Una petroliera si incendiò al largo [...]

Scajola: occorre mix di nucleare e rinnovabili

Scajola: occorre mix di nucleare e rinnovabili

Abbiamo seguito da vicino, durante la corsa alle elezioni, il problema delle risorse energetiche e l’approccio dei diversi programmi dei partiti in lizza per il governo del Paese. Nel manifesto [...]

La fine del petrolio: squilibrio nel consumo tra Paesi del Nord e Sud del mondo

La fine del petrolio: squilibrio nel consumo tra Paesi del Nord e Sud del mondo

La consapevolezza che il petrolio e le fonti fossili, ed in generale l’energia, fossero beni illimitati, da utilizzare con parsimonia, è un’acquisizione recente dell’umanità. All’orizzonte c’è infatti una linea rossa: [...]

Lista Commenti
Aggiungi il tuo commento

Fai Login oppure Iscriviti: è gratis e bastano pochi secondi.

Nome*
E-mail**
Sito Web
* richiesto
** richiesta, ma non sarà pubblicata
Commento

  • #1Anonimo

    In una puntata di Report (RAI 3) si è parlato di un’azienda che produce sacchetti (per la spesa) di plastica “ecologica”. Cioè, usando materie naturali quali le scorse della frutta ed altro.
    Se trovo il video, lo metto. :)

    2 apr 2008, 6:34 pm Rispondi|Quota
  • #2Nexso

    Scusate, ho dimenticato a mettere il mio nome: Nexso.

    2 apr 2008, 6:36 pm Rispondi|Quota
  • #3Paola Pagliaro

    grazie nexso, sarebbe interessante vedere il video e magari anche fare un po’ di pubblicità a questa azienda. Credo si parli poco delle imprese che pensano e agiscano “bio”, rispettando l’ambiente. :-) cercheremo di parlarne noi. Se la gente conosce le alternative all’inquinamento, inizierà a preferirle alle altre :-) credo sia una questione molto semplice e anche psicologica. Se su una confezione di tonno ad esempio sta scritto che difendono i delfini, e su un’altra no, a parità di convenienza, l’acquirente un po’ più sensibile sceglierà la prima. Lo stesso potrebbe avvenire con le buste di plastica e più in generale con le energie pulite.

    3 apr 2008, 12:49 am Rispondi|Quota
Trackbacks & Pingback
  1. Expo 2015: l’occasione per una Milano più ecologica - Ecologiae