Risparmio energetico, quando l’iPhone consuma più del frigorifero

di Matteo Carriero Commenta

iphone frigoriferoRisparmio energetico, gli studi recenti si focalizzano con sempre più frequenza sui piccoli e non tanto piccoli device tecnologici quali smartphone e tablet, sempre più diffusi nel mondo. E a ben vedere: secondo uno studio pubblicato su Le Monde l’iPhone arriva infatti a consumare più di un frigorifero.

Torniamo a parlare di risparmio energetico e di smartphone: il celebre iPhone di casa Apple secondo lo studio finanziato dalla National Mining Association e dalla American Coalition for Clean Coal Electricity e pubblicato su Le Monde, l’iPhone sarebbe infatti arrivato a consumare più di un frigorifero, in una media di 361 kwh per anno contro i 322 kwh per anno di un frigorifero.

Ciò tenendo conto della batteria come dei collegamenti Wi-Fi, dei download e degli scambi di dati che avvengono durante l’utilizzo di un iPhone. I prodotti di genere hi-tech consumano ormai il 10% della produzione di energia elettrica del globo, con Giappone e Germania a guidare la classifica dei consumi per singole nazioni.

Certo, si potrebbe discettare sulle variazioni di consumo in base al modello specifico e alle tipologie di utilizzo (chi segue alcuni consigli per aumentare la durata della batteria, consumerà naturalmente meno) tuttavia una cosa è certa: ormai il risparmio energetico deve cominciare a guardare al settore della tecnologia mobile, a maggior ragione poiché con l’avvento delle connessioni veloci (si pensi alla diffusione del 4G LTE in Italia, peraltro in ritardo rispetto all’estero) anche i consumi cresceranno.

Il titolo del rapporto è “Internet inizia con il carbone” chiaro monito a non dimenticare la provenienza di parte dell’energia elettrica utilizzata. Purtroppo, sempre secondo lo studio, non sarà facilissimo migliorare l’efficienza energetica di iPhone e simili dispositivi mobile: è decisamente più semplice farlo per un frigorifero.

Eppure ci sono pochi dubbi sul futuro: dal settore arriveranno nuovi e maggiori consumi, quindi è bene che gli scienziati e le aziende, naturalmente, comincino a lavorare seriamente sulle possibilità di ridurre l’energia consumata.

Photo credits | Robert S. Donovan su Flickr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>