Sacchetti in bioplastica, è boom di falsi: lo svela Quibio

di Valentina Ierrobino Commenta

La notizia arriva da Quibio, il primo e-commerce italiano dedicato ai prodotti usa e getta biodegradabili e compostabili al 100%, ma per davvero! Difatti dopo l’entrata in vigore della legge 296 sulla messa al bando dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011 si è visto un proliferare di finti sacchetti di bioplastica contenenti una percentuale di plastica non biodegradabile e non compostabile. Ma come fare per capire se uno shoppers è bio o no?

Il Presidente di Quibio già alcuni mesi fa aveva lodato l’utilizzo dei biosacchetti ed espresso il suo timore sul rischio speculazione che si sarebbe innescato perché la circolazione di finti biosacchetti, meno costosi per i produttori e quindi possibili di maggior guadagno per i venditori che li spacciano per sacchetti biodegradabili e compostabili al 100% e li vendono a prezzi maggiorati; ma anche perché questo traffico poco virtuoso dei sacchetti bio rischia di ripercuotersi anche sulla filiera onesta che, nel rispetto dell’ambiente e del mercato, produce sacchetti ecologici abbattendo le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Un sacchetto in bioplastica o plastica biodegradabile che rispetti le norme EN 13432 per l’Europa o A5TM D6400 per gli Stati Uniti. VINCOTTE, DIN CERTCO per l’Europa e ancora BPI WORLD per gli USA sono gli Enti preposti al rilascio della certificazione di biodegradabilità e compostabilità. Una volta ottenuta la certificazione lo shopper può avere impresso sulla confezione dei granuli e sulla documentazione pubblicitaria e tecnica dei loghi o marchi, come OK Compost e/o Compostable Logo, autorizzata solo quando il prodotto è stato certificato. Inoltre i loghi sono dotati di un codice seguito da un numero (5xx o 7wxx) proprio di ogni licenziatario che assicura la tracciabilità del prodotto.

Quibio in dieci anni di attività con la produzione di sacchetti biodegradabili e compostabili al 100% ha evitato l’emissione di oltre 10.000 tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Una corretta applicazione delle norme in vigore da parte di tutte le imprese della filiera permetterebbe un’ulteriore salvaguardia del Pianeta.

[Fonte e foto: Quibio]

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