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Salute degli oceani, un nuovo indice misura 60 su 100

 
Matteo Carriero
17 agosto 2012
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La salute degli oceani è stata misurata attraverso un nuovo indice, l’Ocean Health Index, e i risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature. Le condizioni generali degli oceani del pianeta sono sufficienti: 60 su 100 secondo il nuovo indice. L’italia in perfetta linea con la media, 60 su 100 anche per la penisola.

L’Ocean Health Index è un sistema di calcolo innovativo e particolarmente complesso che coniuga ai dati scientifici sulla qualità delle acque i dati socio-economici derivanti, ad esempio, dalle condizioni delle coste. Dalla pulizia delle acque alla biodiversità, dall’urbanizzazione e dall’economia costiera fino alla disponibilità di alimenti per le specie marine che occupano al momento ogni località costiera specifica. Molto interessanti quindi i dati di questo nuovo e sofisticato indice. A questo si collega, su Nature, una sorta di classifica delle nazioni in base alla qualità delle proprie acque. I paesi mediamente migliori si rivelano essere i più sviluppati, con in testa Nord Europa, Canada, Australia e Giappone. Come detto l’Italia raggiunge un punteggio sufficiente. Molto male, invece, l’Africa occidentale, il centro America e il Medio Oriente: tutte zone in cui l’indice ha rivelato pessime condizioni delle acque marine e uno stato complessivo di salute sempre inferiore ai 50 punti su 100.

La media generale dei mari e degli oceani è di 60 su 100, come detto, con un minimo di 38 nelle zone succitate e un massimo di 86 punti su 100 nei paesi sviluppati. Sebbene il livello italiano resti nella media, ciò non deve tuttavia essere interpretato come un invito a curarsi di meno della salute delle nostre acque. L’indice è relativo e comunque sia il nostro paese raggiunge appena la sufficienza, restando dietro a molti altri paesi, anche europei, parimenti sviluppati. Come ha invitato più volte Legambiente nella sua ultima edizione di Goletta Verde, la salvaguardia dei mari italiani (e delle acque italiane in genere) deve restare una questione di importanza prioritaria.

Photo Credits | Joshua Davis Photography su Flickr

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