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Mangiare come un uccellino per salvare le foreste

 
Marco Mancini
10 aprile 2010
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uccelli insettivoriLeoni, tigri e orsi, i grandi predatori insomma, stanno in cima alla piramide alimentare, lo schema che ci è ben noto fin dai primi anni di scuola. Si nutrono di animali più piccoli, vivendo dell’energia che scorre dalla base in cui le piante trasformano la luce solare in carboidrati.

Un recente studio, effettuato da un team di ricercatori dello Smithsonian Tropical Research Institute, ha analizzato le interazioni complesse al centro della piramide, dove sono collocati gli uccelli, i pipistrelli e le lucertole che consumano insetti. Questi predatori mangiano insetti in quantità sufficienti a beneficiare indirettamente le piante, aumentandone la crescita, scrivono gli scienzati.

“I nostri risultati sono rilevanti per le comunità naturali come praterie e foreste, ma anche nella coltivazione di alimenti per l’uomo, in quanto questi animali insettivori riducono i parassiti sulle piante coltivate”, ha spiegato Sunshine Van Bael, scienziato presso lo Smithsonian Tropical Research Institute.

Una precedente teoria sulle reti alimentari ha suggerito che gli effetti degli animali insettivori sulle piante sarebbero deboli, perché gli animali come gli uccelli non solo si nutrono di erbivori -il che sarebbe un bene per le piante- ma si alimentano anche di ragni e insetti predatori. Se un uccello mangia un sacco di ragni, ad esempio, i bruchi potrebbe essere “liberati” dalla predazione del ragno e quindi consumare più piante. Gli autori dello studio hanno confutato la teoria precedente, affermando che gli uccelli mangiano sia i ragni che i bruchi, e quindi non farebbe differenza.

Gli autori hanno esaminato più di 100 studi sulla predazione degli insetti da parte di uccelli, pipistrelli o lucertole nei quattro continenti e hanno scoperto che l’identità del predatore non fa molta differenza. Insieme, gli insettivori hanno ridotto i danni alle piante del 40 per cento, il che ha provocato un aumento del 14 per cento della biomassa vegetale.

“Il nostro studio dimostra che gli uccelli, i pipistrelli e le lucertole proteggono le piante, sottolineando l’importanza della conservazione di queste specie a fronte del cambiamento climatico globale,” ha riassunto l’autore Kailen Mooney, professore di ecologia e biologia evolutiva presso la University of California-Irvine.

[Fonte: Kailen Mooney, Daniel Gruner, Nicholas Barber, Sunshine Van Bael, Stacy Philpott, Russell Greenberg. Interactions among predators and the cascading effects of vertebrate insectivores on arthropod communities and plants. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2010; DOI: 10.1073/pnas.1001934107]

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