Sbiancamento dei coralli

di Serena Savelli 1

Sbiancamento dei coralli

Lo sbiancamento, detto in inglese “bleached coral“, consta di un fenomeno di alterazione distruttiva delle barriere coralline e dei loro ecosistemi. Il fenomeno si manifesta con la perdita di colore dei coralli dovuto all’espulsione, da parte del polipo che costituisce l’ “ossatura” del corallo, dell’alga simbionte che gli conferisce la colorazione. Tale espulsione è dovuta ad alcuni fattori stress quali l’innalzamento della temperatura dell’acqua e l’inquinamento. Le più colpite e fragili sono le simbiosi tra i polipi del corallo e alcune alghe unicellulari fotosintetizzanti della famiglia delle Zooxanthellae.

Malgrado lo sbiancamento dei coralli sia un fenomeno naturale è stata evidenziata una correlazione statistica tra gli effetti del riscaldamento globale ed una maggiore incidenza dello sbiancamento stesso.

Altri fattori che causano lo sbiancamento sono:

  • l’irraggiamento solare (radiazione fotosinteticamente attiva o esposizione a radiazione ultravioletta);
  • i cambiamenti nella composizione chimica dell’acqua (specialmente del grado di salinità) o della sua opacità;
  • il cambiamento di correnti (che, a causa dell’accumulo di sedimenti, finiscono per deviare l’acqua calda della laguna verso la barriera);
  • alcune malattie del corallo;
  • lo slittamento degli strati di silt (sedimenti sciolti aventi granulometria compresa tra 1/16 e 1/256 mm).

Se l’esposizione all’agente di stress ha breve durata (pochi giorni), il corallo ritorna rapidamente allo stato normale mentre, al contrario, quando l’esposizione al fattore di stress dura molti giorni e poi cessa, il corallo continua ad espellere l’alga simbionte. In quest’ultimo caso se la colonia di coralli sopravvive, il ripristino della normale concentrazione dell’alga nei tessuti dell’ospite può durare anche settimane o mesi. Soltanto quando la concentrazione dei simbionti torna ai livelli normali, le funzioni fisiologiche della sinergia simbionte tornano ad essere espletate con funzionalità.  Se invece il processo di ripristino è troppo lento o insufficiente o l’espulsione dell’alga irreversibile, il polipo simbionte muore.

Il corallo morto viene rapidamente aggredito dalla fauna ittica (in particolare dei pesci mangiatori di corallo come il pesce pappagallo) e dall’azione erosiva del mare che ne portano ad un rapido deterioramento. In tal modo si viene ad innalzare il livello di base della barriera. Poiché i coralli hanno bisogno di elevate condizioni di afflusso della radiazione luminosa e quindi di vivere vicino al pelo libero dell’acqua, alcuni scienziati hanno interpretato lo sbiancamento come un feedback naturale che le specie simbionti attuano per adattarsi all’innalzamento ciclico delle acque. Per ora trattasi di una congettura non confortata dai dati sperimentali, tuttvia molti studi sono in corso sull’argomento.

 

Fonti: [wikipedia.org; acquaportal.it]

Per approfondire

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