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Solare, i pannelli double-face aumentano la produzione del 50%

 
Marco Mancini
4 luglio 2012
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solare pannelli double-face aumentano produzioneQuasi ogni giorno si scoprono nuove potenzialità del settore dell’energia solare, ed è per questo che continuiamo a ribadire la necessità di investire in questo campo. Nei mesi scorsi si è notato che si poteva aumentare la quantità di energia prodotta cambiando i materiali, la forma, o con altre diavolerie che hanno a che fare con i pannelli solari. Ma stranamente a nessuno era venuto in mente di aumentare l’efficienza con l’operazione più semplice di tutte: usare il lato “oscuro” del pannello.

Osservando un pannello fotovoltaico installato infatti notiamo che è leggermente sollevato dal pavimento o dal tetto. Questo serve per orientare meglio le celle verso la direzione del sole. Ma la parte inferiore, quella rivolta verso il basso. Non viene utilizzata. Alla BSolar, azienda israeliana che si occupa di energia solare, hanno trovato il modo di sfruttarla con un’operazione semplice: recuperare la luce riflessa.

Fino ad ora infatti ci si era concentrati sulla rifrazione diretta dei raggi solari. Ma sulla parte posteriore del pannello arriva luce solare anche di riflesso dalle altre aree del tetto che non vengono coperte dai pannelli, o quella diffusa. Ovviamente la potenza solare è inferiore, ma perché sprecarla?

Secondo i dati forniti dai tecnici dell’azienda, in un impianto tradizionale si può produrre dal 10 al 30% di energia in più con questa tecnica, mentre con gli impianti verticali fino al 50%. In termini assoluti stiamo parlando di 280-325 Watt per un pannello composto da 60 moduli cellulari, la più alta produzione per impianti realizzati con celle in silicio mono cristallino.

Il “trucco” è l’utilizzo del boro al posto dell’alluminio nella parte posteriore del pannello. Mentre l’alluminio rifrange la luce diffusa, il boro la assorbe, aumentando anche l’efficienza della parte anteriore della cella. Inoltre questa strategia non aumenta i costi di produzione in quanto non aggiunge niente ma sostituisce soltanto i materiali. Il primo progetto della BSolar è stato realizzato in Giappone in un impianto da 730 kW, ed il loro pannello double-face sta già riscuotendo un discreto successo.

[Fonte e foto: Treehugger]

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