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La soluzione alla fame nel mondo: la mela che non va a male. Sareste disposti a provarla?

 
Marco Mancini
14 novembre 2009
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mela rs 103-130

Fin da quando qualcuno ha suggerito che mangiare una mela al giorno toglie il medico di torno, i benefici sulla salute di questo frutto sono stati pubblicizzati da nonne e scienziati. La mela è anche buona ma ha come unico inconveniente una tendenza a perdere la sua lucentezza e la consistenza croccante entro pochi giorni. Un problema che un team di scienziati in Australia ora sostiene di aver risolto.

Negli ultimi 20 anni, i ricercatori delle Queensland Primary Industries and Fisheries (QPIF), un dipartimento del Governo del Queensland, hanno sviluppato una nuova varietà di mela che essi affermano può rimanere fresca per mesi. Il suo nome, RS103-130, potrebbe non avere abbastanza legami con le varietà popolari come Golden Delicious, Braeburn e Pink Lady, ma gli scienziati l’hanno descritta come la “mela migliore al mondo” grazie al suo sapore dolce, la longevità e alla capacità di resistere alle malattie.

La mela ha un colore rosso intenso, rimane “croccante” fino a 14 giorni se tenuta in un cesto di frutta, e se conservata in frigorifero può rimanere commestibile per quattro mesi. Il Governo del Queensland è alla ricerca di un partner commerciale per iniziare a venderla l’anno prossimo.

Tim Mulherin, ministro dell’industria, ha dichiarato:

Questa nuova varietà è dolce. E’ resistente alle zecche e alle malattie, richiede poco o nessun fungicida. Le prove di assaggio iniziale sono state eccezionali.

Ciò che è più sorprendente di tutta questa storia è che la mela non è geneticamente modificata, ma è prodotta in modo convenzionale con un gene della varietà di mele asiatiche Malus floribunda, che ha una resistenza dimostrata. I vantaggi di tale invenzione sono molteplici, e vanno dal risparmio in termini di produzione, visto che non ha bisogno di antiparassitari e altre sostanze chimiche simili, non ha bisogno di essere stipata in celle frigorifere enormi e non c’è nemmeno la fretta che c’è oggi per consegnarla in tempo, prima che deperisca. Potrebbe essere anche una soluzione per risolvere il problema della fame nel mondo, visto che, non andando subito a male, produrrebbe un effetto di “surplus” nella produzione di mele, che potrebbe essere destinata ai Paesi più poveri. Lì dopotutto, visto che gli Ogm sembrano l’unica speranza di vita, una mela non geneticamente modificata potrebbe rappresentare una grossa parte della soluzione al problema.

Fonte: [The Indipendent]

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