La sostenibilità ambientale dei tablet

di Marco Mancini Commenta

sostenibilità ambientale tabletIl regalo del Natale 2012, almeno nella maggior parte del mondo Occidentale, è senza dubbio il tablet. E’ certamente il fenomeno del momento, in cima alla lista dei desideri di adulti e adolescenti, e persino di alcuni bambini, questa tavoletta magica riesce nell’intento di far spendere qualche centinaio di euro anche in un periodo di crisi. Senza dubbio è affascinante, ma è sostenibile dal punto di vista ambientale? Andiamo a vedere qualche dato interessante.

Le informazioni che stiamo per rivelare provengono da uno studio congiunto di World Wildlife Foundation (WWF), Morgan Stanley Research e Greenpeace, tre associazioni che guardano il mondo da punti di vista differenti, in modo da avere un quadro quanto più possibile completo. Cominciamo con i dati economici. Nel 2010, considerando soltanto il mercato americano, solo il 4% degli adulti ne possedeva uno. Nel 2012 si stima che questa percentuale sia salita al 25%, circa uno su 4.

Ma cosa ha comportato questo boom di vendite? Prima di tutto, un crollo della carta stampata. Non inteso come i giornali, ma proprio come i fogli che escono dalle nostre stampanti. Potendo andare in giro con una tavoletta delle dimensioni di un foglio, è inutile stampare carta se possiamo avere tutto a portata di clic. Per questo si calcola che in questi ultimi due anni, grazie ai tablet, si sono stampati il 45% dei fogli in meno. In pratica i possessori dei vari iPad e simili hanno stampato quasi la metà dei fogli che stampavano fino al 2010.

Ma ancora. Per realizzare ad esempio un singolo libro di carta ci vogliono all’incirca 26,5 litri di acqua tra lavorazione della carta, produzione dell’inchiostro, stampa e tutto il resto. Per pubblicare in digitale lo stesso libro si consuma la quantità d’acqua che sta in due bicchieri, nemmeno mezzo litro. Ma com’è facile immaginare, è sul risparmio della CO2 che il tablet straccia gli avversari.

Senza considerare i libri (taglio degli alberi, trasporto, ecc.) consideriamo gli elettrodomestici che abbiamo tutti in casa. Una lampadina vecchia maniera produce, per un’ora di utilizzo, 48,4 grammi di CO2. Una lampada a risparmio energetico circa 10, più o meno quanto un computer. L’iPad produce appena 2,5 grammi, e solo l’iPhone, grazie alle dimensioni ridotte, produce meno inquinamento. Infine l’unico problema potrebbe derivare dall’e-waste, il pericoloso accumulo di rifiuti elettronici. Si calcola infatti che entro il 2025 questo possa raddoppiare rispetto al 2010. Per evitare che ciò accada a causa dei tablet, i principali produttori hanno avviato programmi di ritiro uno contro uno in maniera tale da ritirare il vecchio tablet a fronte dell’acquisto di uno nuovo, per smaltire in maniera corretta i dispositivi che non servono più.

[Fonte: Treehugger]

Photo Credits | Getty Images

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>