Tre specie a rischio estinzione dalla lista rossa IUCN del 2011

di Paola P. Commenta

Quello che vedete nella foto è il tarsio dell’isola di Siau (Tarsius Tumpara), in Indonesia, uno dei mammiferi presenti nella lista rossa del 2011 stilata dall’IUCN. Ormai si incontra in un’area davvero molto limitata e la sua popolazione, secondo le stime degli esperti, potrebbe essere calata di oltre l’80% negli ultimi anni. A metterlo a rischio principalmente due fattori: il primo, affatto trascurabile, è che rappresenta una fonte alimentare, viene mangiato per farla breve dalle popolazioni del luogo; il secondo è costituito dalla presenza di un vulcano molto attivo nell’area in cui vive, il Mt. Karengentang, vulcano che occupa, pensate un po’ dunque che impatto ha sulla sua sopravvivenza, oltre la metà del territorio abitato dal tarsio.

Tra i rettili è un osservato speciale questo camaleonte (Chamaeleo dilepis), molto richiesto, ahinoi, come animale domestico specialmente negli USA. Il suo habitat è in gran parte dell’Africa meridionale ed orientale ed al momento non si riscontrano effetti devastanti dal commercio verso i Paesi Occidentali perché è presente in grandi quantità ma bisogna monitorare un eventuale declino con molta attenzione vista la grande richiesta. Questa specie si trova elencata nell’appendice II della CITES.

Per quanto riguarda la lista degli invertebrati spicca, tra gli altri, la presenza di questa coloratissima specie di aragosta Enoplometopus debelius. La caratteristica colorazione sgargiante, sul tono del viola acceso, l’ha resa molto popolare e dunque altrettanto ricercata dagli acquariofili di tutto il mondo. Ne è risultato un commercio molto nutrito degli esemplari, che vengono prelevati soprattutto in Indonesia e che negli USA vengono venduti ad un prezzo che si aggira intorno ai 25 dollari ciascuno. Purtroppo su questo animale non esistono dati significativi, dal momento che non c’è alcuna normativa sul prelievo di esemplari allo stato selvatico e dunque non si possono valutare gli impatti di queste continui prelievi. Sono in corso ulteriori ricerche per valutare i danni del commercio della specie destinata agli acquari, nel frattempo è classificata nella sezione in cui trovano posto le specie su cui non sono stati raccolti abbastanza dati o mancano completamente informazioni sul numero di esemplari presenti e rimasti in natura.

[Fonte: IUCN; Foto: Krystal TolleyGeoff Deehan; Gary Bell]

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