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Spiagge italiane le migliori d’Europa, il 96% supera l’esame qualità

 
Marco Mancini
12 giugno 2009
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spiaggia-italiana

Che le spiagge italiane stessero tornando ai vecchi fasti, questo lo si intuiva già. I primi sintomi erano l’incremento delle bandiere blu e le varie operazioni “spiagge pulite” condotte dalle associazioni ambientaliste. Ora i complimenti ci arrivano direttamente dall’Europa, che indica l’Italia come la migliore spiaggia del Continente.

Ogni anno infatti la Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) valutano le spiagge dell’Unione in base a diversi criteri che stabiliscono gli standard minimi fissati per permettere la balneazione in tutta sicurezza. Non c’entrano quindi i servizi al cliente e la cultura della gente che vive in quelle zone, ma soltanto la pulizia delle spiagge e la qualità dell’acqua.

Secondo l’ultima indagine, il 96% delle spiagge italiane ha passato l’esame. La cosiddetta “maglia nera” va soltanto ad alcune spiagge della Campania, le quali probabilmente rovinate dai rifiuti e dagli ecomostri, non sono piaciute ai commissari europei. Ma non ci possiamo di certo lamentare, visto che in Europa nessuno ha fatto meglio.

In una ideale “classifica” di balneabilità, Grecia, Francia, Spagna e Danimarca seguono l’Italia con percentuali più basse, ma non di molto. Alcune di esse, come la Francia però, puntano più sulla balneazione interna. Infatti la Commissione Europea ha valutato con gli stessi criteri anche i laghi, e qui la situazione è un po’ meno rosea per il nostro Paese, visto che quelli balneabili sono stati il 92%, mentre in Europa, oltre che dai francesi, siamo superati anche dalla Germania.

In generale però l’Italia può essere contenta perché la situazione dei suoi laghi è comunque migliorata rispetto allo scorso anno. Nel 2007 i laghi balneabili erano l’88,7%, mentre le spiagge il 94,9%. Una situazione in costante miglioramento, visto che nel 1990 la balneabilità non superava l’80%. A contribuire a questo miglioramento ci sono stati sicuramente i parametri europei più rigidi, che negli anni ’90 erano fantascienza, ma anche una maggiore presa di coscienza dei cittadini, che sono stanchi di vivere in un posto sporco, e si sono impegnati a rendere la loro terra più ospitale e, perché no, più appetibile per i turisti.

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