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Stiamo uccidendo le api: stop agli insetticidi killer!

 
Paola P.
20 maggio 2008
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In Francia e in Germania sono già vietati, da quando gli apicoltori tedeschi hanno denunciato una moria anomala di api.
In Italia, gli insetticidi tossici non sono ancora stati banditi. Legambiente e Unaapi chiedono che l’Italia segua l’esempio degli altri Paesi europei, vietando l’uso dei concimanti tossici nocivi per gli insetti impollinatori.

La decisione presa in Germania è stata determinata da un vero e proprio massacro avvenuto nel Paese.
Nelle regioni di Strasburgo, Alsazia, Baviera e lungo la valle del Reno nel Baden-Württemburg, sono morte circa 15 mila colonie di api. Una strage di proporzioni immense. Tutto è cominciato quando le coltivazioni del mais sono state concimate con insetticidi tossici.


stiamo-uccidendo-le-api-stop-agli-insetticidi-killer-foto-1.JPGAnche in Italia, dall’analisi chimica in laboratorio di alcune api morte (guardate la foto in basso a sinistra: è spaventosa!), si è riscontrata un’alta presenza di sostanze neonicotinoidi.
Soltanto nei mesi di marzo ed aprile del 2008, sono stati colpiti circa 50000 alveari nella Pianura Padana, nelle regioni del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
Un fenomeno così esteso non può essere considerato come un pericolo circoscritto a poche aree.

Pensate che l’Italia utilizza da sola un terzo di tutti gli insetticidi impiegati in totale in Europa.
Per scongiurare l’emergenza, Legambiente ed Unaapi lanciano un appello al nuovo governo:
L’Italia segua l’esempio della Germania e della Francia sugli insetticidi killer delle api. Ci auguriamo che anche il nuovo governo italiano non perda tempo: imponga immediatamente il ritiro dal mercato dei concimanti tossici per le api e che si faccia carico di una radicale ridefinizione delle procedure di autorizzazione d’uso dei fitofarmaci che sono largamente utilizzati nelle nostre campagne.
Se volete saperne di più sul caso della moria di api in Germania, rimando al sito dell’Unaapi, in particolare alla pagina in cui possibile scaricare l’intero fascicolo della vicenda, guardare il video, leggere la denuncia degli apicoltori.
[Fonte: www.ansa.it]

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