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Stop alla cementificazione dei terreni agricoli, arriva il ddl

 
Marco Mancini
16 settembre 2012
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stop cementificazione terreni agricoliIl Consiglio dei Ministri ha appena varato un disegno di legge per porre un freno alla cementificazione selvaggia dell’Italia. Ogni anno infatti centinaia di ettari di terreni agricoli vengono espropriati per costruire case e strade inutili, cattedrali nel deserto che non servono a nessuno e che fanno solo danni al nostro Paese. Secondo i dati mostrati dal Presidente del Consiglio Mario Monti, negli ultimi 40 anni si sono persi talmente tanti ettari di terreno agricolo che è come se si fossero cancellate dalla faccia della Terra la Lombardia, la Liguria e l’Emilia Romagna tutte insieme.

Altro punto fondamentale su cui si è fatta leva è rivedere l’asset idrogeologico in quanto molte delle frane ed altri disastri a cui stiamo assistendo in Italia puntualmente ogni anno sono dovuti proprio alla cementificazione che da un lato va ad occupare terreni in cui una volta passavano fiumi e ruscelli, e dall’altro sradica gli alberi che dovrebbero trattenere con le loro radici il terreno e l’acqua. Per sintetizzare, cercando di evitare di semplificare troppo, si tratta di alcuni limiti per garantire l’equilibrio tra zone edificabili e quelle destinate ad usi agricoli visto che, di questo passo, i primi cancelleranno i secondi.

Per rendere il sistema ancora più solido abbiamo previsto di interdire i cambiamenti di destinazione d’uso per i terreni agricoli che abbiano ricevuto aiuti dalla Ue per i successivi cinque anni al recepimento dei sostegni.

Un duro colpo anche ai furbetti. Secondo il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, questo è

un provvedimento molto significativo, che rimedia a molti mali che caratterizzano l’Italia, la società italiana e l’economia italiana, oltre che il suolo italiano. Forse avremmo dovuto inserirlo nel salva Italia, perché qui c’è molto di salvezza di un’Italia concreta.

E la sorpresa più grande è che questa legge piace a tutti. Anche a Confedilizia, che richiede da anni delle regole precise per le proprie opere, e che finora sono state spesso rimandate, portando così a distruggere pezzi interi del nostro territorio.

Photo Credits | Getty Images

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