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  • 27
  • dic
  • 2009

Le tecnologie rinnovabili del futuro testate in Antartide

Di Marco Mancini, in Rinnovabile, Tecnologia.

ebase

L’isola King George, uno dei punti più settentrionali del continente Antartico, era una volta una base di caccia e pesca popolare, ma ora è sede di piccoli avamposti di scienziati provenienti da dodici Paesi. Le stazioni russe e cilene, Eduardo Frei e Bellingshausen, sono separate solo di pochi metri, e formano una piccola comunità. Sul versante cileno, c’è una scuola per i bambini delle famiglie che vi abitano, mentre, sul versante russo, una piccola chiesa ortodossa che si trova in cima ad una collina.

Una breve passeggiata al di là della chiesa e si trova l’E-base, una capanna di ricerca come tutte le altre, tranne che per i tubi solari termici, celle fotovoltaiche, turbine eoliche e altro. Il rifugio è diventato famoso nel 2008 per l’aver saputo dimostrare che la tecnologia delle energie rinnovabili è pronta già ora, non lo sarà “un giorno”. In Antartide, le condizioni, si sa, sono estreme, e ottenere anche le energie rinnovabili è più complicato che altrove. Eppure questi scienziati ci riescono.

L’energia solare fornisce acqua calda, e una turbina a vento dà elettricità. Ma questo non è l’unico tentativo, in Antartide, di cercare di fare il punto sulle energie rinnovabili. L’Australia ha montato un generatore di idrogeno, alimentato a vento, presso la Mawson Station, e all’inizio di quest’anno, il Belgio ha aperto ufficialmente la Princess Elisabeth Antarctica, la sua stazione di ricerca eolica e solare ad emissioni zero.

Si tratta di una buona notizia per il futuro a basso impatto della presenza umana in Antartide. Ma ciò che l’E-base e questi altri progetti dovrebbero davvero farci chiedere, è perché non stiamo facendo tornare a casa queste tecnologie, le quali, per essere testate, devono arrivare fin nella zona con il clima più duro e imprevedibile della Terra. Con gli esperti che chiedono la riduzione delle emissioni di carbonio del 20-40% entro il 2020, e dell’80% entro il 2050, è facile capire perché le nostre case dovrebbero essere più fornite di queste tecnologie per le energie rinnovabili. Se riescono a farlo funzionare in Antartide, può funzionare ovunque.

Fonte: [Treehugger]

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