Test sugli animali, torture in nome della scienza
Tutti gli essere viventi sono creature di Dio. Così può essere più o meno sintetizzato il diritto alla vita di animali, piante, umani così come è concepito dal Cristianesimo. Ebbene, in questa sede non vogliamo certo arrogarci di riuscire ad interpretare il divino volere meglio dei suoi rappresentanti sulla Terra, però è insito nella curiosità propria degli essere razionali porsi degli interrogativi. Del tipo: Dio sarabbe d’accordo che invece di utilizzare cellule staminali sterminassimo migliaia di scimmie, conigli, topi, gatti, cani, orsi, condannandoli a morire tra le sofferenze più atroci per dei test che nel 90% dei casi falliscono?
I test sugli animali, di questo parliamo oggi, delle torture ai danni di centinaia di cavie, rese cieche, fatte ammalare di Aids, delle malattie più rare, che su di essi, non essendo umani, hanno conseguenze ancora più terribili, moltiplicando il dolore ai limiti del sopportabile. Tutto in nome della ricerca scientifica.
E’ giusto che gli scienziati facciano il loro lavoro, ma se molti di questi esami in laboratorio sugli animali non hanno esito positivo, il motivo è davvero elementare. Una scimmia, un coniglio, un gatto non hanno le stesse reazioni dell’uomo alle malattie, ai virus.
Come l’uomo hanno però la stessa capacità di soffrire, di essere tristi rinchiusi a vita in una gabbia, di impazzire dal dolore, come l’uomo, hanno lo stesso diritto alla vita.
Certo si potrà obiettare che noi gli animali li mangiamo. Ma un conto è la sopravvivenza, prendere ciò che ci serve per vivere, un conto è la crudeltà. Eh si, perchè anche escludendo tutti gli esperimenti a fin di bene, per trovare terapie valide all’Aids, al morbo di Parkinson, ai tumori, che dire quando vediamo soffrire un povero coniglio per testare l’ennesima lacca per i capelli? Ne abbiamo davvero bisogno? E dei rasoi elettrici, perchè non testare sulla nostra pelle se funzionano, se prendiamo la scossa, se fanno male? Siamo noi a doverli usare, non loro. Loro che ci guadagnano?
Sappiamo tutti che il fumo di sigarette fa male, nuoce alla salute di te e di chi sta intorno ecc ecc, allora perchè costringere i primati a fumare per farli ammalare di cancro e morire?
Questo è assolutamente non scientifico. Vi lascio a queste immagini, che forse esprimono meglio di qualsiasi monologo indignato, la rabbia e l’impotenza di fronte a quello che chiamano il miracolo della scienza.
7 Commenti
Scritto da Paola Pagliaro




Da quando mangiare animali è per la sopravvivenza? Non scherziamo, per favore. Si può vivere benissimo anche senza mangiare animali, anzi, una ricerca a settimana conferma che si vive pure meglio.
Quindi direi che è ora di finirla con questa ipocrisia, perchè la carne non la mangiate per la sopravvivenza, la mangiate perchè è buona.
Io non consumo carne, accade di rado e solo pollo, non mangio maiale, agnello, coniglio, cavallo ecc ecc le proteine le prendo dai legumi, comunque non giustificavo il consumo di carne, dicevo soltanto che un conto è uccidere un coniglio per mangiarlo un conto è per testare la lacca per i capelli, sono due episodi gravi ma tra i due cosa riterresti meno crudele?
Prova commento.
Brava Paola, è giusto che se ne parli. I test sugli animali sono una di quelle cose che mi fanno stare male. Io per aiutare la ricerca partecipo al progetto Folding@home, dove si usano i computer e NON animali, anche se (ahime) non sono sicuro che tali risultati vengano utilizzati SOLO da aziende contro questi test. Qui la mia discussione su un forum:http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,177282.0.html
Prima ho fatto una prova perché non riuscivo a postare un mio commento. Probabilmente era troppo lungo.
Ciao ^^
Grazie Nexso della costante presenza
leggerò quanto prima la tua discussione sul forum, per quanto riguarda le petizioni sugli scimpanzè in pericolo in Africa al momento non ho ancora trovato nulla A presto
[...] molto caro a noi di Ecologiae. Se è inevitabile riconoscere l’utilità dell’utilizzare test sugli animali per sperimentare nuove cure contro le malattie più rare e mortali per l’uomo, non possiamo [...]