Ultimi dati Esa presentati a Venezia: i mari si innalzano in media di 3 mm l’anno

di Matteo Carriero Commenta

Secondo gli ultimi dati Esa i mari si innalzano in media di 3 mm l’anno. Questo quanto si evince dai dati raccolti in 18 anni di attività dai satelliti, e che sono stati presentati di recente al simposio organizzato dall’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con Cnes, l’Agenzia spaziale francese.

Con una precisione definita senza precedenti sono stati presentati a Venezia, dall’Agenzia Spaziale Europea e dall’Agenzia Spaziale Francese, i dati ricavati dall’osservazione satellitare durata 18 anni relativi all’innalzamento del livello dei mari. Simonetta Cheli, capo dell’ufficio coordinamento del direttorato dell’Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea ha dichiarato:

I satelliti sono in grado di fornirci informazioni molto precise sull’innalzamento dei mari grazie a dei particolari strumenti chiamati altimetri radar, che monitorano l’altezza del satellite rispetto alla superficie terrestre misurando l’intervallo di tempo che intercorre tra l’emissione e la ricezione di un segnale radar. Dall’aggregazione dei dati raccolti in quasi vent’anni dai satelliti statunitensi, europei e in particolare da quelli francesi è emerso che il livello globale dei mari aumenta di 3 millimetri ogni anno. Si tratta ovviamente di una media, dato che in alcune regioni il livello si alza anche di 10 millimetri all’anno, come nel mare delle Filippine, mentre in altre aree, come quella sotto il Canada e l’Alaska, si verifica un abbassamento di 10 millimetri all’anno.

Gli esperti delle due agenzie spaziali insieme a studiosi dell’ambiente di varia formazione si sono riuniti per condividere questi dati in un simposio a Venezia. Tra gli argomenti trattati non potevano mancare i fattori principali in grado di determinare l’innalzamento del livello dei mari. Tra questi ovviamente il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai ad alta quota e lo scioglimento dei ghiacci artici, ma anche l’effetto delle anomalie locali legate alla gravità e alla geomorfologia. C’è comunque soddisfazione per questi nuovi dati eccezionalmente precisi, che permetteranno agli studiosi di elaborare modelli di previsione più dettagliati per il futuro.

Photo credits | Un ragazzo chiamato Bi su Flickr

 

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