Un motore ad acqua è possibile

Arrivano i motori ad acqua: ma che cosa sono? Un motore ad acqua funziona come un normale motore da auto, senza ovviamente la marmitta catalitica, perchè non emette CO2, ma al massimo solo vapore acqueo. Questo motore è composto da un sistema elettrico collegato alla batteria del veicolo, che si innesta nel carburatore con normali adattatori in commercio. Il serbatoio sarà di plastica, e sarà accompagnato da un circuito di controllo, una camera di reazione, un raccordo ad alta pressione per il carburatore/sistema ad iniezione e tre manometri, da collegarsi poi al carburatore/iniettore dell’auto.
Semplice no? Anche perchè non ci sono complicati sistemi idraulici per poterlo far funzionare, ma basterà spingere il pedale dell’accelleratore per creare maggior vapore all’interno del serbatoio ed aumentarne (o diminuirne la potenza). Tecnologia futuristica direte voi. Eh no, perchè il primo ad avere questa grande idea è già morto da un pezzo, e la trovata risale ad almeno 50 anni fa. Ma attenzione, non è una macchina a vapore. Infatti la combustione è interna, si brucia ortoidrogeno, e non si raggiungono temperature elevate come nelle macchine a vapore di 200 anni fa.
L’inventore di questa tecnologia, ancora un pò rozza, fu Hector-Pierre Vaes, un francese, che con questo motore ad acqua, applicato sulla sua Chevrolet, guidò per mezza Europa, dalla Francia al Belgio per poi tornare fino a Ginevra, con quest’auto che aveva un mix tra acqua e GPL, per sopperire a perdite di potenza. Ebbene, dopo 56 giorni di viaggio e 1855 km percorsi, il serbatoio di GPL conteneva ancora i 60 litri messi all’inizio. La sua auto era formata da elettrodi costituiti di membrane metalliche porose, ed essi furono gli unici a subire un minimo consumo durante il viaggio.
L’inventore quindi cercò di far notare questa idea all’allora presidente francese Mitterand, ma purtroppo non ebbe successo. Dalla sua idea però oggi è stato possibile progettare il Processore Multi-carburante di GEET, una nuova tecnologia brevettata dall’inventore Paul Pantone. Questo sistema rivoluzionario permette alla maggior parte dei motori convenzionali a quattro tempi di funzionare mediante la miscela di acqua (75%) e idrocarburi (25%), grazie al suo reattore al plasma “a reazione endotermica”. Questo motore consente di ridurre l’inquinamento per l’emissione di gas tossici dell’85% rispetto ad un motore convenzionale.
Il principio fisico è molto semplice: il motore porta in ebollizione la miscela che, evaporando, crea idrogeno, che mescolato al carburante, genera un idrocarburo ad alto rendimento. Il risultato è duplice: per prestazioni simili a quelle dei motori attuali si ha un minor costo per il carburante (il pieno sarà un quarto della benzina che viene immessa oggi) e soprattutto una riduzione drastica delle emissioni di CO2.
Il principio fisico è molto semplice: il motore porta in ebollizione la miscela che, evaporando, crea idrogeno, che mescolato al carburante, genera un idrocarburo ad alto rendimento. Il risultato è duplice: per prestazioni simili a quelle dei motori attuali si ha un minor costo per il carburante (il pieno sarà un quarto della benzina che viene immessa oggi) e soprattutto una riduzione drastica delle emissioni di CO2.
Per i più pignoli però ci sarà motivo di storcere il naso. Infatti l’acqua che verrà inserita nel serbatoio è acqua comune, ma non si potrà fare il pieno attaccandola al rubinetto di casa, ma verrà fatta al distributore, arrivandola anche a pagare più di quello che paghereste al supermercato. Certo è che a confronto di quello che costa oggi la benzina, comunque ci sarebbe sempre un bel risparmio. Si potranno percorrere da 10 a 50 km al litro, e l’aspetto innovativo è che se si è abbastanza ferrati in materia di meccanica, la modifica è possibile farsela da soli.
Ad oggi non c’è ancora una legiferazione chiara sulla possibilità di utilizzare una tecnologia così avanzata, ma sembrerebbe che con lo sviluppo dei distributori di idrogeno, anche questo nuovo genere di motori potrebbe essere preso in considerazione. Le case automobilistiche più avanzate, inoltre, non sembrano insensibili al problema, e una casa come l’Audi sembra stia sviluppando questo tipo di motori che verrà messo in commercio tra una decina di anni circa.
Ad oggi non c’è ancora una legiferazione chiara sulla possibilità di utilizzare una tecnologia così avanzata, ma sembrerebbe che con lo sviluppo dei distributori di idrogeno, anche questo nuovo genere di motori potrebbe essere preso in considerazione. Le case automobilistiche più avanzate, inoltre, non sembrano insensibili al problema, e una casa come l’Audi sembra stia sviluppando questo tipo di motori che verrà messo in commercio tra una decina di anni circa.
Comunque, se ancora qualcuno avesse qualche dubbio, vi invito a guardare questo video, è il prototipo del motore ad acqua, e come potete vedere, esiste davvero.
10 Commenti
Scritto da Marco Mancini
Termini legati all'articolo: Audi, benzina, CO2, elettrodi, gpl, Hector-Pierre Vaes, macchina a vapore, motore ad acqua, ortoidrogeno, Paul Pantone, Processore Multi-carburante di GEET, reazione endotermica, riduzione inquinamento, vapore acqueo.




ottima tecnologia, ma perchè non si può mettere quella del rubinetto??
Solo un piccolo appunto, la catalitica non serve per la CO2 =D
Luca, non è corettamente vero quello che dici, la catalitica serve anche per la CO2 anche se marginalmente, ma serve anche per trasformare la CO in CO2
il motivo preciso per cui non si può mettere l’acqua del rubinetto non lo so perchè ancora non è stata commercializzata quest’auto e non sono state ancora svelate tutte le caratteristiche. però sui siti su cui ne parlavano, dicevano che bisognava andare al distributore per farsi mettere l’acqua, forse ci sarà un procedimento particolare per inserirla.
per luca: secondo te la marmitta catalitica a cosa serve? e che differenza c’è tra quella classica e la catalitica?
@paolo
certo che trasforma il CO in CO2, ma dire “Un motore ad acqua funziona come un normale motore da auto, senza ovviamente la marmitta catalitica, perchè non emette CO2″ mi sembra sbagliato, al massimo avrebbe dovuto scrivere “non emette CO” seguendo il tuo discorso.
A mio avviso avrebbe dovuto scrivere benzene invece di CO2.
Tutto qui, mi sembrava una leggerissima imprecisione, una svista che non voleva levare niente all’articolo.
Saluti
Hai ragione, ma li parla del motore ad acqua, non del motore ad acqua mescolato con gpl, quindi è vero che non emette CO2
vabbeh non ci intendiamo…un saluto! =)
è possibile avere un link con una descrizione tecnica del principio fisico di funzionamento?
Non mi pare che la semplice ebollizione dell’acqua porti alla formazione di idrogeno molecolare.
Ho maturato un nuovo progetto definibile:PIATTAFORMA TECNOLOGICA MODULARE INTRINSECA che potrà in brevissimo tempo soddisfare e agevolare innumerevoli impieghi.Tra i diversi possibili:
energia; infrastrutture quali: porti, aeroporti, ferrovie, super strade, smaltimento rifiuti. Una innumerevole vastità di campi, talmente grande e vasta da ridisegnare l’ insediamento umano mondiale.
Partendo dallo sfruttamento delle risorse rinnovabili.
Allo stato attuale, a livello mondiale, sono ancora degli artigiani. Con questo
questo nuovo sistema permetterà l’ accesso all’ industializzazione.
EP = L = Power (all’ infinito)
Quanto sopra illustato ha senz’ altro dell’ incredibile.
Incredibile e anche che nel 15/07/08 sia pressoche impossibile poter solo dialogare con persone concrete e affidabili per avviare un programma per la realizzazione di questa idea, indubbiamente ambiziosa.
La storia insegna, chiunque a qualsiasi livello potesse dare un contributo
costuttivo all’ impresa, e tutto inventato comprensibile, si tratta solo di partire, dagli intenti politici strategici, al progetto esecutivo per arrivare alla esecuzione costruttiva, senza però trascurare i diritti e l’impatto generazionale