Un motore ad acqua è possibile

 
Marco Mancini
20 maggio 2008
22 commenti
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Arrivano i motori ad acqua: ma che cosa sono? Un motore ad acqua funziona come un normale motore da auto, senza ovviamente la marmitta catalitica, perchè non emette CO2, ma al massimo solo vapore acqueo. Questo motore è composto da un sistema elettrico collegato alla batteria del veicolo, che si innesta nel carburatore con normali adattatori in commercio. Il serbatoio sarà di plastica, e sarà accompagnato da un circuito di controllo, una camera di reazione, un raccordo ad alta pressione per il carburatore/sistema ad iniezione e tre manometri, da collegarsi poi al carburatore/iniettore dell’auto.
Semplice no? Anche perchè non ci sono complicati sistemi idraulici per poterlo far funzionare, ma basterà spingere il pedale dell’accelleratore per creare maggior vapore all’interno del serbatoio ed aumentarne (o diminuirne la potenza). Tecnologia futuristica direte voi. Eh no, perchè il primo ad avere questa grande idea è già morto da un pezzo, e la trovata risale ad almeno 50 anni fa. Ma attenzione, non è una macchina a vapore. Infatti la combustione è interna, si brucia ortoidrogeno, e non si raggiungono temperature elevate come nelle macchine a vapore di 200 anni fa.


L’inventore di questa tecnologia, ancora un pò rozza, fu Hector-Pierre Vaes, un francese, che con questo motore ad acqua, applicato sulla sua Chevrolet, guidò per mezza Europa, dalla Francia al Belgio per poi tornare fino a Ginevra, con quest’auto che aveva un mix tra acqua e GPL, per sopperire a perdite di potenza. Ebbene, dopo 56 giorni di viaggio e 1855 km percorsi, il serbatoio di GPL conteneva ancora i 60 litri messi all’inizio. La sua auto era formata da elettrodi costituiti di membrane metalliche porose, ed essi furono gli unici a subire un minimo consumo durante il viaggio.
L’inventore quindi cercò di far notare questa idea all’allora presidente francese Mitterand, ma purtroppo non ebbe successo. Dalla sua idea però oggi è stato possibile progettare il Processore Multi-carburante di GEET, una nuova tecnologia brevettata dall’inventore Paul Pantone. Questo sistema rivoluzionario permette alla maggior parte dei motori convenzionali a quattro tempi di funzionare mediante la miscela di acqua (75%) e idrocarburi (25%), grazie al suo reattore al plasma “a reazione endotermica”. Questo motore consente di ridurre l’inquinamento per l’emissione di gas tossici dell’85% rispetto ad un motore convenzionale.
Il principio fisico è molto semplice: il motore porta in ebollizione la miscela che, evaporando, crea idrogeno, che mescolato al carburante, genera un idrocarburo ad alto rendimento. Il risultato è duplice: per prestazioni simili a quelle dei motori attuali si ha un minor costo per il carburante (il pieno sarà un quarto della benzina che viene immessa oggi) e soprattutto una riduzione drastica delle emissioni di CO2.
Per i più pignoli però ci sarà motivo di storcere il naso. Infatti l’acqua che verrà inserita nel serbatoio è acqua comune, ma non si potrà fare il pieno attaccandola al rubinetto di casa, ma verrà fatta al distributore, arrivandola anche a pagare più di quello che paghereste al supermercato. Certo è che a confronto di quello che costa oggi la benzina, comunque ci sarebbe sempre un bel risparmio. Si potranno percorrere da 10 a 50 km al litro, e l’aspetto innovativo è che se si è abbastanza ferrati in materia di meccanica, la modifica è possibile farsela da soli.
Ad oggi non c’è ancora una legiferazione chiara sulla possibilità di utilizzare una tecnologia così avanzata, ma sembrerebbe che con lo sviluppo dei distributori di idrogeno, anche questo nuovo genere di motori potrebbe essere preso in considerazione. Le case automobilistiche più avanzate, inoltre, non sembrano insensibili al problema, e una casa come l’Audi sembra stia sviluppando questo tipo di motori che verrà messo in commercio tra una decina di anni circa.
Comunque, se ancora qualcuno avesse qualche dubbio, vi invito a guardare questo video, è il prototipo del motore ad acqua, e come potete vedere, esiste davvero.
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  • #1paolomot

    ottima tecnologia, ma perchè non si può mettere quella del rubinetto??

    20 mag 2008, 2:49 pm Rispondi|Quota
  • #2Luca M

    Solo un piccolo appunto, la catalitica non serve per la CO2 =D

    20 mag 2008, 6:04 pm Rispondi|Quota
  • #3paolomot

    Luca, non è corettamente vero quello che dici, la catalitica serve anche per la CO2 anche se marginalmente, ma serve anche per trasformare la CO in CO2

    20 mag 2008, 7:14 pm Rispondi|Quota
  • #4Marco Mancini

    il motivo preciso per cui non si può mettere l’acqua del rubinetto non lo so perchè ancora non è stata commercializzata quest’auto e non sono state ancora svelate tutte le caratteristiche. però sui siti su cui ne parlavano, dicevano che bisognava andare al distributore per farsi mettere l’acqua, forse ci sarà un procedimento particolare per inserirla.

    per luca: secondo te la marmitta catalitica a cosa serve? e che differenza c’è tra quella classica e la catalitica?

    21 mag 2008, 10:49 am Rispondi|Quota
  • #5Luca M

    @paolo
    certo che trasforma il CO in CO2, ma dire “Un motore ad acqua funziona come un normale motore da auto, senza ovviamente la marmitta catalitica, perchè non emette CO2″ mi sembra sbagliato, al massimo avrebbe dovuto scrivere “non emette CO” seguendo il tuo discorso.
    A mio avviso avrebbe dovuto scrivere benzene invece di CO2.
    Tutto qui, mi sembrava una leggerissima imprecisione, una svista che non voleva levare niente all’articolo.

    Saluti

    21 mag 2008, 7:34 pm Rispondi|Quota
  • #6paolomot

    Hai ragione, ma li parla del motore ad acqua, non del motore ad acqua mescolato con gpl, quindi è vero che non emette CO2

    22 mag 2008, 2:43 pm Rispondi|Quota
  • #7Luca M

    vabbeh non ci intendiamo…un saluto! =)

    22 mag 2008, 8:27 pm Rispondi|Quota
  • #8romolo

    è possibile avere un link con una descrizione tecnica del principio fisico di funzionamento?
    Non mi pare che la semplice ebollizione dell’acqua porti alla formazione di idrogeno molecolare.

    25 mag 2008, 7:54 pm Rispondi|Quota
  • #9harbert

    Ho maturato un nuovo progetto definibile:PIATTAFORMA TECNOLOGICA MODULARE INTRINSECA che potrà in brevissimo tempo soddisfare e agevolare innumerevoli impieghi.Tra i diversi possibili:
    energia; infrastrutture quali: porti, aeroporti, ferrovie, super strade, smaltimento rifiuti. Una innumerevole vastità di campi, talmente grande e vasta da ridisegnare l’ insediamento umano mondiale.
    Partendo dallo sfruttamento delle risorse rinnovabili.
    Allo stato attuale, a livello mondiale, sono ancora degli artigiani. Con questo
    questo nuovo sistema permetterà l’ accesso all’ industializzazione.
    EP = L = Power (all’ infinito)

    15 lug 2008, 5:46 pm Rispondi|Quota
  • #10harbert !

    Quanto sopra illustato ha senz’ altro dell’ incredibile.
    Incredibile e anche che nel 15/07/08 sia pressoche impossibile poter solo dialogare con persone concrete e affidabili per avviare un programma per la realizzazione di questa idea, indubbiamente ambiziosa.
    La storia insegna, chiunque a qualsiasi livello potesse dare un contributo
    costuttivo all’ impresa, e tutto inventato comprensibile, si tratta solo di partire, dagli intenti politici strategici, al progetto esecutivo per arrivare alla esecuzione costruttiva, senza però trascurare i diritti e l’impatto generazionale

    15 lug 2008, 6:01 pm Rispondi|Quota
  • #11Anonimo

    Dove stia il plasma non lo so… Per creare plasma da una miscela di gas il metodo migliore è scomporre le loro molecole con le microonde, utilizzando potentissimi generatori. Pensate come si possa generare il plasma da dei liquidi con tubi barattoli e rubinetti…
    Stiamo con i piedi per terra…in molte città italiane gli autobus circolano già con diesel emulsionato con acqua…

    6 gen 2010, 6:31 pm Rispondi|Quota
  • #12Andrea

    L’articolo è pieno di errori, generalmente prima di scrivere un articolo ci si deve documentare… Ad esempio quando l’acqua evapora non crea idrogeno, il motore gira per via dell’espansione del vapore acqueo… Prima di scrivere degli articoli DOCUMENTATEVI altrimenti fate figuracce…

    24 gen 2011, 7:41 pm Rispondi|Quota
    • #13Paola Pagliaro

      dove è scritto che quando l’acqua evapora crea idrogeno? Io non lo leggo… ad ogni modo se ne sai più di noi puoi illustrarci gli errori, commettere delle inesattezze su tecnologie che ancora non esistono e di cui si sa ancora ben poco e si parla ancora meno non è un reato, poi gli articoli sono aperti come spunto a chi ne sa di più e volesse intervenire… con educazione e garbo.

      24 gen 2011, 9:13 pm Rispondi|Quota
  • #14JAck

    Ma vi rendete conto di quello che scrivete! Ci sono due modi in cui può funzionare un motore : 1) facendo esplodere quello il carburante (come la benzina), ma visto che l’acqua non può esplodere, non è questo il caso 2)sfruttando un’espansione di qualche fluido! in questo caso, il fluido (l’acqua) deve essere riscaldato da qualcosa, ovvero da benzina, metano, o per elettricità per effetto joule, quindi o inquina comunque, o prende l’energia elettrica da qualche parte, e quindi sposti solo il problema, e tanto vale usare l’auto elettrica! … Forse è bene che chi scrive lasciasse da parte l’ideologia e iniziasse a sapere di quello che parla

    6 mag 2011, 2:47 pm Rispondi|Quota
    • #15Paola

      la ricerca non è inventata, di motore ad acqua si parla da tempo, ne hanno parlato anche sul Corriere http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_giugno_13/auto_acqua_giappone_13212016-3932-11dd-acb4-00144f02aabc.shtml e ho trovato riferimenti anche su Ulisse http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2007/Ucau070804d001/… nelle esperienze realizzate in passato e che hanno portato alla diffusione del concetto ipotetico di “motore ad acqua” sono normalmente delle onde radio (anche se è noto che siano le onde elettromagnetiche ultraviolette ad essere utilizzate per rompere i legami chimici in quanto contengono l’energia necessaria) che, determinando l’eccitazione degli elettroni esterni, causano la rottura dei legami chimici intramolecolari, quindi la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno. Quest’ultimo, che si può trovare in forma atomica o ionizzata, genera poi una combustione che può essere inserite in un ciclo termodinamico di un motore.

      6 mag 2011, 5:00 pm Rispondi|Quota
  • #16lorenzo

    Jack, guarda che l’acqua puó esplodere

    28 mag 2011, 1:16 am Rispondi|Quota
  • #17gaetano testa

    fammi sapere che mi interessa quello di cui hai scritto forse possiamo agganciare delle idee e creare delle cose concrete Gaetano.aspetto una tua risposta.

    5 giu 2011, 1:32 am Rispondi|Quota
  • #18ice00

    Il principio fisico su cui si basano queste auto credo sia il gas di Brown, noto anche come Ossidrogeno. Quando l’acqua viene scissa in due molecole di Idrogeno e una di Ossigeno (tipo per elettrolisi), normalmente la miscela prodotta è esplosiva perchè l’idrogeno brucia con l’ossigeno generando calore.

    Brown ha scoperto che se la miscela è mantenuta stechiometrica (entro un margine del 5%) ed essa viene “accesa” tramite una scintilla provocata da una differenza di potenziale (almeno questo è quanto si riescie a trovare in rete, essendo che il brevetto è stato volutamente accantonato perchè troppo “scomodo”), il gas HHO invece di espodere, improde (generando una sorta di vuoto) e la fiamma che si sprigiona ha particolari caratteristiche:

    sulla pelle non la brucia, anzi può servire per cicatrizzare ferite e reidratare la pelle stessa

    su materiali, è capace di effettuare una saldatura perfetta anche se i materiali sono differenti (ferro/alluminio/granito, ecc) e anche se questi materiali hanno temperature di fusione fino a 6000°.

    è capace di abbattere la radioattività di isotopi radiattivi, trasformando il materiale in uno non più radioattivo

    la fiamma “bruciando” in questo modo, alla fine ridà acqua come scarto.

    Brown prima di morire aveva realizzato una auto completamente ad acqua in Russia che con 3 litri aveva percorso 1600Km. Ovviamente essendo questa tecnologia rimasta segregata per anni perchè troppo scomoda per le multinazionali del petrolio, è probabile che più persone l’abbiano riscoperta e implementata in modi diversi, come se ne parla in questo aticolo.

    Del resto gli studi sull’HHO nascono ancora prima di Brown, ma a lui viene riconosciuto il nome del gas, perchè contribuì molto in questo settore.

    16 giu 2011, 11:36 am Rispondi|Quota
  • #19luca

    ciao, ne sono convinto pure io perchè sono riuscito a far girare un motore a scoppio per 10 sec totalmente a idrogeno, vorreie sapere più informazioni ti va di indicarmele?

    28 ago 2011, 9:44 pm Rispondi|Quota
  • #20fabio

    ma scusatemi un po…se fosse fattibile la cosa…..secondo voi l’acqua basterebbe per tutto e tutti? andiamo ad ammazzare l’unico elemento che ci da sostentamento ?
    andare a piedi…quello e’ progresso..attivita fisica e camminare, camminare!!!

    31 gen 2012, 1:02 pm Rispondi|Quota
  • #21Gio

    Un mio amico ha convertito una ducati e la fatta andare a idrogeno con 2 litri fa quasi 7000 chilometri e non devi avere serbatoi il movimento lo ottieni per elettrolisi

    27 mag 2012, 11:29 am Rispondi|Quota
    • #22Sandro Degiani

      @Gio: Carissimo
      Il tuo amico va’ in giro in moto con due litri di idrogeno nel serbatoio?? Me lo presenti? E’ un ganzo davvero… ma come fa’ a tenere il serbatoio ad almeno 150 °C sotto zero??? non gli gelano le palle? E lo sa’ che se esplode di lui non ritrovano nemmeno il DNA??
      Hai presente lo Zeppelin Hidemburg… ecco cosa succede quando l’idrogeno tocca l’atmosfera!
      Due “litri” di idrogeno (presumo liquefatto) e 7000 Km… ossia 3500 Km/litro?
      Non ti sembra un po’ esagerato come bilancio energetico? E perchè i militari se non i civili non usano questa tecnologia, c’è un complotto anche per loro?
      Scusa… ho visto un asino che vola davanti alla mia finestra… vado a dargli un po’ di becchime!!! E’ bello credere ma non si può credere a tutto!!!
      CIAO!! :-)

      29 gen 2013, 9:51 am Rispondi|Quota