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  • 20
  • Apr

Una speranza per gli animali in via d’estinzione: la clonazione

rinoceronte-bianco.jpg

La scienza dovrebbe essere al servizio dell’umanità, e finalmente la tecnologia della clonazione, tanto vituperata, e addirittura bandita dalla Chiesa, potrebbe diventare mezzo di una delle più grandi opere del genere umano: salvare le specie in via d’estinzione.

Visto che si è riusciti a clonare senza gravi problemi una serie di animali, anche inutili, si è pensato di dare un senso a questa tecnologia, e siccome molte specie non riescono più a riprodursi naturalmente, si sono unite queste due grandi questioni, per farne una unica e soprattutto utile.



Il primo animale che potrebbe essere salvato dall’estinzione potrebbe essere il rinoceronte bianco settentrionale. Alcuni ricercatori del Royal Zoological Society of Scotland ha annunciato sulle pagine del “The Independent” di voler applicare a questi pachidermi la tecnologia della fusione delle cellule con quelle di un loro “cugino”. In pratica l’esperimento userebbe una tecnica che fonde le cellule della pelle dell’animale in pericolo con gli embrioni di un animale molto simile a lui, il rinoceronte bianco meridionale, di cui oggi possiamo ammirare circa 11 mila esemplari, a differenza dei settentrionali, ridotti solo a una decina. Il risultato potrebbe essere una “chimera“, cioè un animale composto da cellule provenienti da diverse specie.

La speranza è che i nuovi nati possano crescere, diventare adulti, e produrre spermatozoi e ovuli simili a quelli dei rinoceronti settentrionali, così da ripopolarne la specie e salvarla dall’estinzione.
Ovviamente tra questi scienziati non poteva mancare Ian Wilmut, il “padre” della pecora Dolly. Secondo lui i risultati che si potrebbero ottenere da questo esperimento potrebbero essere migliori rispetto a quello precedente sulla pecora.

E questa tecnica ha già preso piede. Infatti tra le numerose specie in via d’estinzione di tutto il mondo, quella più a rischio è senz’altro il panda gigante, ridotto a pochissimi esemplari. Per salvarlo Robert Lanza, responsabile scientifico della società di biotecnologie Advanced Cell Technology del Massachusetts (Usa), ha annunciato che sta collaborando con alcuni scienziati cinesi per utilizzare la tecnica di “riprogrammazione delle cellule” per il panda gigante.
Altre specie che potrebbero essere salvate sono il lupo d’Etiopia, il cane selvaggio africano e l’ippopotamo pigmeo.





12 Commenti Scritto da Marco Mancini
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Commenti:

Sono stati scritti 12 commenti su "Una speranza per gli animali in via d’estinzione: la clonazione"

  1. Nel corso dei milioni di anni sulla terra vi è sempre stata una progressiva evoluzione con relativa selezione naturale che è servita alla sopravvivenza della terra.
    Vi immaginate se oggi esistessero ancora animali come i dinosauri o altri consimili?.
    E allora,lasciamo che la natura (senza stragi da parte dell’uomo) faccia il suo corso , non prevarichiamola.
    Anche così dimostreremo di essere in grado di rispettare l’ambiente.
    sefirot2

  2. Marco Mancini

    non credo sia una questione di selezione naturale, ma molto spesso è colpa dell’uomo, che per rimediare ai suoi errori (e al senso di colpa) ora tenta la carta della tecnologia per salvare quelle specie. Mi riferisco in particolare a specie tipo quella del panda gigante che non si riproduce più perchè messo sotto pressione dall’uomo e nasce in cattività, fuori dalla sua natura.
    ma di esempi ce ne sono tanti, fatto sta che qui la selezione naturale conta poco o nulla

  3. enone

    L’Unica Cosa Che Non Capisco E’ Perche’ “sporcare” I Geni Di Questo Rinoceronte Bianco Con Altri Per Creare La Chimera..

    Tanto Valeva Unire Due Insiemi Di Geni Della Stessa Specie…

    Mha’ Staremo A Vedere Cosa Salta Fuori!

  4. Marco Mancini

    si “sporcano” perchè magari non ce ne sono a sufficienza per gli esperimenti, e perchè si cerca di non intaccare quelli dei pochi esemplari ancora vivi in circolazione

  5. [...] è stato fatto solo sui topi. Ma ha funzionato. E talmente bene da spingere uno scienziato come Robert Lanza a lanciare l’allerta. Sarebbe del tutto fuori [...]

  6. [...] quella delll’occhio bionico rimane, accanto alla ricerca sulle staminali, l’unica speranza per ritornare a vedere. Mentre le due pazienti inglesi sembrano reagire bene all’occhio [...]

  7. enone

    …Non Mi E’ Molto Chiaro Il Discorso…

    …Ammettiamo Per Assurdo Sia Rimasto 1 Rinoceronte Bianco Settentrionale Femmina (soggetto “F”) E 1 Rinoceronte Bianco Settentrionale Maschio (soggetto “M”)… E Si Odino A Vicenda A Tal Punto Da Non Volersi “accoppiare” Spontaneamente… ;)

    …Io Che Sono Uno Siiieensiattto Furbo Prelevo Ovuli Femminili E Dal Soggetto “F” E Spermatozoi Maschili Dal Soggetto “M” E Chiedo Permesso A Rinoceronte Femmina Bianco Meridionale Di Fare Da Mamma-Incubatrice!

    …In Che Modo “sporco” Soggetto “F” e/o “M”? :) Visto Che Prelevo Soltanto!

    …Qui Sembra Appunto Che Debbano Usare La Tecnica Della Chimera Perche’ Sia Rimasto Solo Un Rinoceronte Settentrionale Bianco! :( …Ma Mi Sembra Assai Strano!

    …Altrimenti Perche’ Complicarsi La Vita E Non Fare La Classica Tradizionale-che-ha-sempre-funzionato-(con-parti-plurigemellari!) “fecondazione artificiale”? :)

  8. Marco Mancini

    senti, ti devo dire la verità, non lo so! faccio il giornalista, non lo scienziato, se ci tieni tanto a sapere i dettagli di questi interventi ti consiglio di contattare gli scienziati che li fanno, perchè io non so veramente cosa dirti.
    so solo che se fanno così un motivo ci sarà!

  9. Paola Pagliaro

    io credo funzioni nel caso in cui siano rimasti pochissimi esemplari di una specie e si trovino anche in parti del mondo molto distanti, in occasione dell’earth day, sentivo proprio oggi gli ecologisti ricordare che la maggioranza delle specie animali è a rischio estinzione… non si tratta più di una o due, ma di quasi tutte… e per rispettare gli equilibri della piramide alimentare devono esserci tutte e in numero sufficiente…un lettore l’altro giorno scriveva che è naturale che le specie si estinguano, che fa parte dell’evoluzione, ebbene io penso che bisogna distinguere fra processo evolutivo e preocesso DEVOLUTIVO, fra evoluzione spontanea e distruzione volontaria da parte dell’uomo, a causa dei cambiamenti climatici. Sono contro la clonazione, ma non voglio che scompaiano gli elefanti, le tigri e i panda :-( tristi scelte… l’etica è importante ma la sopravvivenza di una specie lo è di più,,,

  10. [...] è oggi uno tra gli obiettivi primari di scienziati ed ambientalisti. C’è chi pensa alla clonazione degli animali per salvare le specie a rischio, chi agli ecotipi alimentari per tutelare l’ambiente originario [...]

  11. [...] rilasciata grazie alla dilatazione del palloncino. Lo straordinario intervento, che offre maggiori speranze di sopravvivenza a pazienti con una prognosi severa, è opera di Paolo Rubino, responsabile della [...]

  12. [...] finito di ucciderli, d’altronde, chissà come faranno a procurarsi l’avorio, dovranno clonarli probabilmente. D’altra parte, non importa che si estinguano, importa il guadagno a breve [...]



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