Veicoli a idrogeno: il futuro si avvicina

di Paola P. 7

Due milioni di auto a idrogeno potrebbero essere sulle strade a partire dal 2020.
Sono queste le ottimistiche previsioni contenute nel rapporto “Transitions To Alternative Transportation Technologies: A Focus On Hydrogen” stilato dal National Research Council.
Il passaggio all’idrogeno sembra essere una tappa obbligata per la riduzione delle emissioni e dell’inquinamento provocato dal trasporto su quattro ruote, ma rendere i veicoli a idrogeno competitivi sul mercato automobilistico, secondo gli esperti, non sarà affatto facile.

Malgrado l’innovazione tecnologica nel campo delle auto a idrogeno abbia fatto grandi conquiste negli ultimi decenni, le sfide da superare sono ancora tante.
Prime tra tutte l’abbattimento dei costi, ancora troppo elevati per imporsi sul mercato come automobile del futuro.


Agli Stati Uniti, inoltre, tra i maggiori responsabili delle emissioni spropositate di anidride carbonica, mancano le infrastrutture necessarie a rifornire di idrogeno una fetta elevata di automobilisti perchè le stazioni di rifornimento sono ancora troppo poche e alcune zone sono totalmente scoperte, prive di punti di approvvigionamento di idrogeno.

Altro problema riguarda la produzione su larga scala dello stesso idrogeno, per la quale gli Stati Uniti nonn sarebbero ancora pronti.
Tutti ostacoli che potranno essere superati e che secondo i ricercatori che hanno stilato il rapporto “devono” necessariamente essere superati, se si vuole porre rimedio ai gravi cambiamenti climatici in atto causati dalla CO2.
Una soluzione al problema è individuata nei finanziamenti federali, unici fondi così cospicui da poter anticipare capitali per un’impresa del genere che porterà ad una vera e propria rivoluzione energetica che diminuirà l’impatto ambientale dei veicoli su strada.

Attualmente Suv, automobili e camion sono responsabili, solo negli Stati Uniti, del 44% di consumo del petrolio totale immesso nel Paese e del 20% delle emissioni di biossido di carbonio.
Il rincaro del costo del petrolio, il problema dei mutamenti climatici rendono necessaria una svolta.
Entro il 2015, stimano gli esperti, si avrà un incremento nella produzione di veicoli a idrogeno che, nel 2020, potrebbero toccare quota due milioni.
Speriamo davvero sia così! D’altra parte, come affermano gli stessi studiosi, il passaggio all’idrogeno è una tappa obbligata.
Il rapporto completo “Transitions To Alternative Transportation Technologies: A Focus On Hydrogen.” è disponibile sul sito The National Academies.

Commenti (7)

  1. Dei veicoli eltrrici non avete mai sentito parlare??? altroche idrogeno, l’ìdrogeno ha una resa globale del 50% a essere ottimisti.

  2. Non è polemica gratuita, ma la “tappa obbligatoria” è nelle tasche dei produttori dell’idrogeno (se mai si farà); l’idrogeno non esiste in natura e necessita di processi costosi e inversamente proporzionali alle esigenze automobilistiche. Voler nobilitare questa operazione mascherandola con propositi “ecologici” è tipico delle speculazioni coi maggiori profitti.

  3. “D’altra parte, come affermano gli stessi studiosi, il passaggio all’idrogeno è una tappa obbligata.” IPOCRITI.
    Il futuro è l’auto ad aria compressa:
    http://it.youtube.com/watch?v=uU2eOcRUD6I

  4. dell’auto ad aria compressa ne abbiamo già parlato, e anche di quelle elettriche. per quanto riguarda l’idrogeno, sarà anche vero che arricchirà qualcuno, e nessuno vive nel mondo delle favole credendo il contrario, ma bisogna anche ammettere che a differenza del petrolio, non inquina. meglio dare i miei soldi a qualcuno che ha impatto zero sull’ambiente, piuttosto che pagare chi appesta l’aria della mia città!

  5. gira e rigira il risultato finale è il portafoglio. La differenza col petrolio direttamente, è vero: non inquina, ma l’energia necessaria a produrre l’idrogeno è inquinante e dispendiosa come molte altre soluzioni già sperimentate. Alla fine ci si indirizza sempre verso il profitto e non l’ecologico; Mancini, sono convinto che non inquini, ma sonon altrettanto convinto che le solkuzioni che hanno un rapporto prezzo-utilizzo finale sia sempre inversamente proporzionale, e vengano sempre preferite queste soluzioni altamente speculative. Non sono solo io a dirlo, ma tutte le ricerche in merito e le tecnologie offerte e sempre rifiutate a priori.

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