Ambiente, per la sostenibilità patto tra Vendola e Schwarzenegger

di Valentina Ierrobino Commenta

E’ nell’ambito di Mediterre, la fiera dello sviluppo sostenibile nell’area del Mediteranneo promossa in questi giorni dalla Regione Puglia, che il presidente Nichi Vendola ha assunto la guida di un patto per l’ambiente, il clima e l’energia nell’area geografica euromediterranea con la California, perseguendo gli obiettivi dell’allora governatore Arnold Schwarzenegger, per promuovere un “Piano d’azione per la Green economy nel Mediterraneo“. L’ufficializzazione dell’iniziativa è stata assunta dinanzi al direttore esecutivo dell’organizzazione no-profit R20, Christophe Nuttall, ma verrà sottoscritta il prossimo 7 marzo 2012 a Ginevra; in attesa del convegno Rio+20 del giugno prossimo.

L’obiettivo di quella che è stata definita una “rivoluzione ambientale” è quello di favorire la cooperazione internazionale per porre fine ai cambiamenti climatici, alla desertificazione, alla tutela e alla difesa del suolo, alla valorizzazione dell’acqua come bene pubblico e alla valorizzazione dei beni culturali; con iniziative concrete e tangibili. Obiettivi che prendono le mosse dall’assemblea regionale e locale euromediterranea tenutasi ad Arlem e alla quale presero parte le delegazioni di 27 Paesi dell’area euromediterranea.

Nel mese di novembre in California, a Sacramento, si è svolto un altro importante appuntamento per l’ambiente, il “Governors Global Climate Summit: Building the Green Economy” in cui l’unica regione italiana ad essere invitata, è stata la Puglia. A dimostrazione dell’impegno la Regione è stata insignita dello scettro di guida della lotta ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile. Durante la cerimonia è stato evidenziato uno dei problemi principali per il proseguimento degli obiettivi di sostenibilità: la mancanza di risorse economiche. Significativo l’intervento di Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo

Non esiste sostenibilità ambientale se non c’è sostenibilità economica: c’è un equilibrio tra questi due fattori, un equilibrio fragile ma importante per intendere il legame che si crea tra agricoltura e nuove necessità dei paesi sempre più ricchi, sempre meno attenti alle esigenze di quelli in via di sviluppo o dal reddito molto basso. Ogni anno la richiesta di cibo supera del doppio l’offerta. Paradossalmente la quantità di cibo buttata via ogni anno è di 44 milioni di tonnellate. Bisogna investire nella ricerca in agricoltura.

[Fonti: Ansa; La Gazzetta del Mezzogiorno]

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