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Villaggio Ecologico Solidale: dalle Marche il progetto per una vita più sana

 
Daniela L.
15 febbraio 2008
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Dal cuore dell’Italia, le Marche, arriva un progetto importante che vuole mettere insieme più famiglie e dare vita ad una comunità solidale che segue il principio: “ Si appartiene a qualcosa cui si da, non da cui si prende”.


Il progetto vuole dar vita ad un Villaggio Ecologico Solidale, in cui ogni abitante non possa sentirsi mai solo, e dove ogni nucleo famigliare, pur mantenendo la sua indipendenza ed essendo completamente autosufficiente si però in una continua e stretta collaborazione con gli altri.

Se ci fermiamo un attimo a pensare, le nostre famiglie di oggi, che possiamo definire gruppi mononucleari, noi stessi, corriamo e lavoriamo tutti i giorni, ma quanto del nostro tempo lo dedichiamo alle relazioni umane?

Il lavoro è fine a se stesso, le persone sono sempre più emarginate, siamo sempre più isolati e ci troviamo disorientati verso le sempre maggiori emergenze ambientali che ogni giorno ci si presentano.

Ci troviamo divisi in un pianeta dalle mille risorse in cui le grandi ricchezze di molti diventano estreme povertà per altri.

Da tutto questo nasce la necessità di sviluppare un modello di vita diverso, una società diversa da quella attuale.

Il progetto di questo Villaggio Ecologico Solidale, è caratterizzato da diversi punti chiave che mirano ad ottenere una Comunità di famiglie, che vuole trovare un nuovo stile di vita; famiglie che vogliono mettersi in discussione, che pensano ad utilizzare principi sani, tecnologie che rispettano l’ambiente, usufruire di fonti di energia rinnovabili, dalla bioarchitettura per la costruzione, al seguire una dieta vegetariana per l’alimentazione. Tutto questo mantenendo sempre la propria indipendenza.

Nel villaggio gli abitanti dedicheranno tempo ai sentimenti di solidarietà e fiducia, saranno accoglienti ed ospitali verso gli altri soprattutto, sapranno fare ciò che oggi non sappiamo fare: saper ascoltare …pensateci, oggi parliamo, parliamo, ma quanto ascoltiamo?

Ci arrabbiamo solo perché chi ci precede in auto non scatta tempestivamente al cambio del semaforo…basta che tardi 2 secondi…e magari siamo già a suonare il clacson ed a rivolgergli chissà quali insulti…è questa cattiveria, questa ansia, questa strana voglia che abbiamo sempre addosso, di rivolgerci all’altro malamente, anche se magari non ci ha fatto nulla…ma semplicemente perché siamo stressati dal nostro stile di vita, che il villaggio solidale vuole combattere e sconfiggere.

Tutto questo sembra non essere impossibile, vicino ad Urbino, anche grazie a finanziamenti europei, ci stanno provando davvero.


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