Cacciate i cacciatori dal nostro calendario

di Paola P. 4


Cacciatori e cacciati, un confine troppo sottile a volte, impercettibile a quei colpi che partono per sbaglio o che deviano dalla loro traiettoria di violenza, spostando la morte dalla preda al predatore: l’uomo. Quanti incidenti fatali colpiscono ogni anno gli stessi cacciatori piuttosto che semplici passanti o addirittura persone che gravitavano, ignare dei fucili maldestri nell’ombra, all’esterno delle loro abitazioni, dei loro giardini, delle proprietà private?

La stagione venatoria 2010/2011 è costata la vita a 25 persone, 75 i feriti. Tanti, troppi. Gran parte degli errori commessi costa la vita a chi caccia per sport, hobby o passione ma ci sono casi in cui a pagare per la voglia di uccidere degli altri siano persone che la caccia non la vivono per scelta, la subiscono, con conseguenze a dir poco drammatiche e devastanti.

Esistenze spezzate da un colpo in canna che diventano piccoli trafiletti di cronaca nera e poi vengono dimenticate, per sempre, come accade con tutte quelle morti talmente inspiegabili ed assurde che si preferisce non sollevare polveroni. Ed ogni anno la caccia riapre, sempre in anticipo, graziata da mille deroghe e proroghe e dall’ipocrisia di chi si nasconde dietro ai danni causati dalle specie selvatiche all’agricoltura (trattasi quasi sempre di cinghiali&co liberati dai cacciatori, tra l’altro!), per poter vedere soddisfatto il suo desiderio di sangue e potersi accanire anche su specie protette come il lupo.

Il proibizionismo non è mai una misura democratica ma certo occorrerebbero regole più severe e misure atte ad evitare che episodi simili si ripetano. Ed invece, ogni anno, si contano delle vittime innocenti, sia tra gli animali che tra gli uomini. L’unica libertà che viene tutelata è quella di chi vuole sparare, mentre c’è chi non può passeggiare nei boschi liberamente senza sentirsi nel mirino, spaventato e limitato negli spostamenti personali. Quando si penserà anche a questa di libertà negata? A volte i proiettili colpiscono le finestre delle abitazioni private, la porta di casa, intercettano il percorso di genitori che stanno accompagnando i bambini alla fermata dello scuolabus. E’ concepibile che non si faccia nulla per evitare che la morte sfiori le nostre esistenze ogni giorno a causa dei cacciatori?

Due incidenti esemplificativi, tra i tanti che trovate nel dossier delle vittime della caccia 2010-2011 pubblicato dall’omonima associazione e che trovate in calce al nostro post. Il primo, occorso l’11 ottobre scorso, ai danni di una ragazza di dodici anni, colpita di striscio al volto da una fucilata sparata da un cacciatore. L’episodio è avvenuto in Piemonte, precisamente a Rocchetta Palafea (Asti). Dettaglio affatto trascurabile: la malcapitata stava giocando nel cortile di casa sua.

Il secondo incidente ai danni di gente comune è finito in tragedia. Un uomo di 47 anni, un padre (aretino, sposato, con due figli), è morto mentre cercava funghi nel bosco, tra San Fabiano e San Polo, in località Poggio Mendico, lo scorso 10 novembre. All’epoca il Ministro del Turismo, l’Onorevole Michela Brambilla, da sempre schierata ideologicamente contro la caccia, commentò così l’accaduto:

Non è possibile perdere la vita impallinati mentre si va la domenica mattina a cercare funghi, solo per compiacere i cacciatori e chi li sostiene, una minoranza della popolazione italiana, mantenendo in vita norme e privilegi assolutamente anacronistici.

Già, non è possibile. E intanto tutti a programmare già il nuovo calendario, quando fisseremo anche una stagione per gli amanti della caccia ai funghi nei boschi e per i bambini che vogliono giocare nel loro cortile, due sport a quanto pare rischiosissimi nel nostro Paese? Fateci sapere le date, così ci organizziamo e segniamo sul calendario quali sono le nostre domeniche.

Commenti (4)

  1. questo articolo è un pretesto x penalizzare i cacciatori x che le vittime sono quelle sulla strada no queste che sono nemmeno un terzo.Ma la cosa piu bella è che il ministro Brambilla pensa alle cose di non sua competenza e non a quelle che deve fare come occuparsi del turismo.Non ho parole

    1. il confronto con le vittime della strada non credo sia calzante, anche una sola vittima innocente conta, non si tratta di statistiche, quei bambini che hanno perso il padre mentre raccoglieva funghi non credo proprio faranno paragoni con le vittime di incidenti stradali… i cacciatori hanno la libertà di cacciare ma le persone che non cacciano hanno la libertà di uscire senza correre rischi. Le libertà sono tante, mai una. Bisogna trovare dei compromessi, non difendere sempre e soltanto gli interessi di una sola categoria!

  2. straquoto Paola
    e poi se proprio vogliono le statistiche che ripartissero da dati reali, il numero delle auto in circolazione 24 h su 24 tutto l’anno rispetto a 700mila cacciatori in 5 mesi all’anno e per tre giorni alla settimana… mhhh credo non vi convenga fare i conti..

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