Micro organismi si risvegliano dopo 100 mila anni nel ghiaccio

di Daniela L. 1

Uno studio recente ci dice come sicuramente non si è formata la vita sulla terra e ci svela che il costante aumento della temperatura terrestre provocando lo scioglimento dei ghiacci, potrebbe liberare i batteri in essi intrappolati da anni.

Dallo staff di Kay Bidle, della State University (New Jersey, Usa), arriva la scoperta che i piccoli organismi intrappolati nei ghiacci da circa 100 mila anni possono essere scongelati e riportati in vita mentre per gli organismi presenti in strati di ghiaccio più vecchi, si parla di ordine di tempo di milioni di anni, non ci sarebbe possibilità di rinascita in quanto il DNA sarebbe totalmente danneggiato e quindi l’attività cellulare compromessa irreparabilmente.


Lo studio evidenzia che il deterioramento del DNA potrebbe essere dovuto all’’azione delle radiazioni cosmiche in un periodo in cui la Terra ne era più esposta.

Questa scoperta fa pensare; se gli studi troveranno riscontri concreti, vuol dire che si potrà dubitare della vecchia ipotesi della panspermia secondo cui la vita sarebbe arrivata sulla Terra sotto forma di micro organismi trasportati dagli asteroidi e quindi deriverebbe dalla spazio.

Sappiamo che il cosmo è pieno di radiazioni ed è quindi facile pensare che sia improbabile che dei micro organismi possano averlo attraversato senza subirne danni.

Dalla scoperta di Bidle arriva anche un nuovo problema per gli scienziati infatti con lo scioglimento dei ghiacci, le acque liberate negli oceani si porterebbero con se questi nuovi organismi “scongelati” che arrivando a contatto con le specie vive attuali già presenti, potrebbero essere causa di mutamenti significativi.

Rivolgendo il tutto alla nostra vita comune mi viene da pensare ai surgelati che teniamo nel freezer …se sono ancora vivi organismi di 100 mila anni fa, quanti batteri potrebbero rigenerarsi con lo scongelamento dei cibi?

Sicuramente questa scoperta darà molto da pensare è sarà un valido spunto per nuove ricerche.

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