Rifiuti pericolosi nella centrale elettrica di Pavia, arrestato vice-presidente Riso Scotti Energia

di Redazione 1

Traffico illecito di rifiuti: è finito in manette Angelo Dario Scotti, vice presidente del cda di Riso Scotti Energia, amministratore delegato e presidente di Riso Scotti Spa. L’operazione è stata eseguita dalla  Guardia forestale e dalla Dia, su ordine della procura di Milano.
Un’indagine che ha portato agli arresti domiciliari altre tre persone: si tratta, nello specifico, di un funzionario del GSE di Roma, Andrea Raffaelli, di un consulente esterno di Assoelettrica, Elio Nicola Ostellino,  e del commercialista di fiducia del Gruppo Scotti, Nicola Farina.
Nell’impianto di Riso Scotti Energia di Pavia finirono, secondo gli inquirenti:

ingenti quantitativi di rifiuti, anche pericolosi, non conformi alle autorizzazioni sia per tipologia che per la presenza di inquinanti in misura superiore ai valori limite fissati dalle normative del settore.

Oltre al traffico illecito di rifiuti si contesta agli inquisiti

truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio.

I reati sarebbero stati commessi nel periodo compreso tra il 2005 ed il 2010. L’impianto della Riso Scotti Energia Spa di Pavia era già stato sequestrato, lo scorso novembre, ed il presidente Giorgio Radice arrestato, dopo che l’operazione Dirty Money, coordinata dal Corpo Forestale dello Stato, aveva permesso di portare alla luce loschi traffici. Affari a dir poco torbidi condotti servendosi di una copertura ahinoi sempre più spesso nel mirino di affaristi senza scrupoli: la produzione di energia pulita.

Quell’impianto, infatti, doveva generare energia utilizzando gli scarti derivanti dal processo di produzione del riso. Ma a bruciare, purtroppo, secondo quanto riportato dagli inquirenti e come anticipavamo sopra, erano anche materiali non certo idonei come le plastiche, i fanghi di depurazione, il legno.

Questo accadeva nel novembre scorso, come dicevamo. Oggi la stessa inchiesta ha portato a scoprire come, malgrado finiti nel mirino delle autorità, i lupi non perdano il vizio di giocare sporco. Allo Stato la Riso Scotti Energia, proprio per via della truffa sull’impianto di Pavia, doveva restituire 7 milioni di euro percepiti indebitamente. Per aggirare il pagamento dall’azienda avrebbero fatto ricorso a delle tangenti, pagate a funzionari del GSE, mazzette di cui Angelo Dario Scotti pare fosse a conoscenza, secondo quanto gli contesta l’accusa.

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