Roma al ballottaggio. Il verde di Roma e il bisogno di rinascita

di Gianni Puglisi Commenta

Il verde urbano è – finalmente – questione di crescente interesse: il bisogno di una vita più salubre e sana, ancora più sentito con l’emergenza sanitaria e le notizie sul pessimo stato di salute del pianeta, è oggi una vera e propria necessità e un’urgenza – specie nelle grandi città.

Le statistiche mostrano come la percentuale di verde urbano delle grandi città italiane sia molto bassa e difficilmente fruibile, specie nelle aree storiche e centrali.

Roma, invece, è una città nella quale il verde pubblico è molto presente ed esteso, fatto da 310mila alberi – un terzo dei quali sulle sedi stradali -, diversi giardini e ville storiche in parchi secolari. Tutto purtroppo fortemente penalizzato da una gestione approssimativa, che negli anni ha progressivamente abbandonato manutenzione e cura.

Per ultima, l’amministrazione Raggi – la cui mancanza di competenza ha destato non poche perplessità e generato ulteriori danni: da un lato, le potature fuori stagione  che hanno causato diversi problemi alla stagione riproduttiva degli uccelli; dall’altro, la strage di alberi in generale; infine, l’aver pensato di “gestire” la moria per via della cocciniglia tartaruga dei pini di Roma, icona e simbolo della Città Eterna, sempre con l’abbattimento.

Non parliamo poi delle condizioni poco decorose di tanti parchi storici, degli impianti di irrigazione guasti e abbandonati, della mancanza di piani di manutenzione e sviluppo anche nelle aree fluviali e marine, patrimonio naturalistico della città abbandonate al degrado.

Secondo Roberto Gualtieri, ex Ministro dell’Economia e oggi candidato a Sindaco, “l’ambiente di Roma è elemento fondamentale per la salute individuale e collettiva e pertanto la sua fruibilità deve essere incentivata e alla portata di tutti: bambini, anziani, famiglie, turisti“, sottolineando la necessità di rafforzare il Servizio Giardini, decentrare le attività e predisporre appalti unici “per interventi sul verde verticale e orizzontale, al fine di ottimizzare la programmazione degli interventi dal punto di vista qualitativo, economico e di tempi di intervento”. Il candidato di centrosinistra propone, inoltre, di migliorare le infrastrutture, la sicurezza e la gestione avanzata concessa a gruppo di cittadini a fronte di riduzione di tributi comunali, e la creazione dell’“Ufficio Speciale Fiumi di Roma” nonché del “Patto per la rinascita del Mare di Roma” – perché Roma, città d’arte e cultura unica al mondo, è comunque una metropoli sul Mediterraneo, e deve valorizzare le risorse storiche e turistiche che è in grado di proporre.

Meno articolato e più legato invece all’aspetto “burocratico-procedurale” appare invece il programma del candidato di centrodestra, Enrico Michetti, che parla di creazione di un Green Manager, di filiali AMA e di assunzioni di giardinieri, alle quali aggiungere la piantumazione di nuovi alberi, il collegamento delle aree verdi con opportune piste ciclabili, la creazione di “punti verde qualità” e “punti infanzia e ristoro”, con “aree ludiche” per ogni quartiere. Infine, recupero, monitoraggio e manutenzione delle alberature – e si può solo sperare che per fare tutto questo, a cominciare dalle nuove assunzioni, ci siano anche i fondi.

Tra pochi giorni, i romani decideranno. Ma, chiunque dei due verrà eletto, il futuro Sindaco dovrà mettere in conto il bisogno e la voglia di ripartire, verso una nuova rinascita anche ambientale che non potrà esimersi dal curare, mantenere e valorizzare – con piani dedicati, concreti e fattibili – l’enorme, atorico, insostituibile patrimonio naturale cittadino.

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