Bracconieri armati di kalashnikov compiono una strage di elefanti in Kenya

di Matteo Carriero 2

Si continua a parlare spesso delle difficoltà insite nel contrastare il fenomeno del bracconaggio, in tutto il mondo ma specialmente in Africa, per via anzitutto della richiesta di prodotti da parte dei mercati asiatici che continua ad aumentare. E purtroppo talvolta accadono eventi che lasciano esterrefatti, come la recente strage di elefanti compiuta da dei bracconieri in Kenya a colpi di kalashnikov, nel Parco nazionale di Tsavo East.

Un massacro a colpi di kalashnikov nel grande Parco nazionale di Tsavo East, in Kenya, riporta l’attenzione del mondo sulla pratica illegale del bracconaggio, sempre tra le peggiori minacce per numerose specie in via di estinzione. Le vittime sono degli elefanti: ne sono state trovate 11 carcasse mutilate, private delle zanne. Patrick Omondi, il responsabile del Programma nazionale per la difesa degli elefanti, ha dichiarato che era dal 1980 che non si verificava una simile strage. Da oltre trent’anni. Aggiungendo:

Questo è un chiaro segnale che le cose stanno peggiorando.

Poche parole ma decisamente chiare e pesanti. I bracconieri hanno aperto il fuoco e compiuto una carneficina in cui sono rimasti uccisi anche due cuccioli dell’età di due mesi. Secondo quanto riportato dai ranger che hanno rinvenuto i cadaveri dopo una segnalazione che avvertiva della presenza di bracconieri nel Parco nazionale di Tsavo East, non si trattava di un piccolo gruppo ma di una vera e propria squadra armata, composta da minimo dieci bracconieri. Il Kenya si trova in grande difficoltà a contrastare il fenomeno della caccia illegale: basti pensare che nel 2012 sono stati uccisi almeno 360 elefanti contro i 289 del 2011. Il 2013, con questa barbara strage, non poteva iniziare peggio. E se come dice Omondi questa carneficina è un segnale del peggioramento della situazione, è anche un segnale del maggior supporto di cui necessitano molte nazioni africane per arginare questa pratica illegale.

Photo Credits | Averain su Flickr

Commenti (2)

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