8 new entry nei siti protetti dall’Unesco

di Marco Mancini Commenta

Nonostante in molte parti del mondo si stia cercando di distruggere la cultura e la Terra stessa, l’Unesco continua a lavorare alacremente per stabilire nuovi siti da salvare, perchè sono patrimonio dell’umanità. Qualche giorno fa ha reso note le 8 nuove meraviglie naturali da tutelare, che così si vanno ad aggiungere alle 870 già esistenti (nel complesso 679 di esse sono culturali, tipo centri storici, chiese, piramidi, ecc.), 174 sono naturali e 25 miste, suddivise in 145 nazioni.

L’Italia è la nazione che può vantare più siti in tutto il mondo, ben 41 dal 1979 ad oggi. Tra le altre, giusto per citarne alcune, compaiono il Cenacolo di Leonardo da Vinci dipinto su una parete del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, molti centri storici come quelli di Firenze o di Napoli, i sassi di Matera, i trulli di Alberobello, la Reggia di Caserta, la costiera amalfitana e tante altre ancora. Ora andiamo a vedere quali sono le nuove 8 entrate.


La Parete fossile di Joggins (Canada): queste pareti sono state studiate addirittura da Charles Darwin perchè sono un ottimo testimone della cosiddetta “età del carbone delle Galapagos”. Hanno circa 300 milioni di anni e quindi testimoniano la vita dei primi rettili della storia della Terra. Inoltre conservano anche in posizione verticale alcuni alberi fossili.

Il monte Sanqingshan del Parco Nazionale Cinese (Cina), selezionato per la sua “straordinaria bellezza naturale”, come da dichiarazione diretta della commissione IUCN. Il parco dispone di diverse foreste e insolite formazioni rocciose di granito a forma di pilastri e picchi che si possono vedere con una passeggiata su percorsi pedonali sospesi nel vuoto.

La Laguna della Nuova Caledonia (Francia), scelta per la grande varietà del sistema della barriera corallina al suo interno che la potrebbe far diventare la laguna con la maggior biodiversità del mondo.

Surtsey (Islanda). Un isoletta vulcanica sulle coste dell’Islanda formatasi attraverso numerose eruzioni tra il 1963 e il 1967. E’ molto interessante per le numerose forme di vita che si sono stabilte su di essa. Il giovane pezzo di terra ha stabilito il record di colonizzazione di piante e animali più rapido al mondo, dato che ci sono voluti pochissimi anni perchè queste specie si insediassero definitivamente lì (forse anche grazie all’assenza dell’uomo.

Saryarka (Kazakhistan) è una zona di 200 mila ettari tra un lago e steppa kazaka, in cui 16 milioni di uccelli emigrano ogni anno per la grande quantità di cibo che gli offre. Per adesso più di metà di essa è intatta, e questo permette la nidificazione di numerose specie acquatiche e un punto di ristoro per gran parte degli uccelli migratori di tutto il mondo. Gli animali terreni tipici di questa terra sono una particolare specie di antilope (Saiga tatarica), che però adesso rischia l’estinzione.

Riserva della biosfera della Farfalla Monarca (Messico). Questa riserva protegge la Farfalla Monarca in 8 aree nei boschi di abete Oyamel, nel Messico Centrale dal clima rigido dell’inverno. Lì arrivano miliardi di esemplari di farfalla che si macinano migliaia di chilometri per trascorrere il periodo più freddo dell’anno.

L’Arena Tettonica di Sardona (Svizzera), un importante sito geologico vicino le Alpi grande 40 km. Qui si vede come crescono le montagne, dato che c’è una maggior prova della spinta sotterranea della Terra rispetto alle altre montagne.

E infine la più incredibile. L’Arcipelago di Socotra (Yemen). Anch’esso scelto per la sua biodiversità, è noto come l’Oceano Indiano delle Galapagos. Ospita 825 specie di piante, di cui il 37% non può essere trovata in nessuna altra parte del mondo se non lì. Per quanto riguarda gli animali invece, addirittura il 90% dei rettili è un’esclusiva di quel posto. Considerando la vita marina invece, possiamo contare 253 specie di barriera corallina, 730 pesci costieri e 300 specie tra granchi, gamberi e aragoste. Socotra potrebbe diventare la cassaforte della biodiversità in futuro, anche perchè già il 75% della sua superficie è inclusa nei santuari naturali.

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