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Legambiente, acqua del rubinetto non sicura per 1 milione di italiani

 
Matteo Carriero
28 luglio 2012
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Legambiente pubblica il suo nuovo dossier Acque in Deroga 2012, dove analizza l’evoluzione del problema, le zone maggiormente coinvolte, gli interventi possibili e la disinformazione al riguardo. I dati non sono buoni: per un milione di italiani in 112 comuni diversi l‘acqua del rubinetto non è di buona qualità e non è sicura.

Alti livelli di boro, arsenico e fluoruri sono stati riscontrati in 112 comuni italiani appartenenti a tre regioni: il Lazio (con 90 comuni), la Toscana (con 21 comuni) e la Campania (con un comune). La questione delle deroghe è correlata all’opportunità per gli enti pubblici di prendere tempo il merito al problema dei valori non a norma nell’acqua pubblica. Dal 2003 al 2009 13 regioni hanno richiesto deroghe sull’acqua, e di queste le tre sopra citate non hanno ancora provveduto a risolvere i problemi. Legambiente con il suo nuovo dossier riporta l’attenzione sulla questione acque in deroga, da risolvere quanto prima.

Il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti ha dichiarato, in merito ai dati emersi dal nuovo dossier Legambiente:

Il problema è che in Italia lo strumento della deroga, inizialmente previsto solo come misura transitoria per dare tempo alle autorità competenti di realizzare gli interventi necessari, è stato adottato con leggerezza.

La conseguenza di ciò, sostiene Giorgio Zampetti, è che questo si è trasformato in “un espediente per prendere tempo e alzare i limiti di legge rispetto ad alcune sostanze fuori parametro”. L’esperto continua il suo intervento augurandosi, infine, che per la questione acque in deroga (e quindi acqua del rubinetto non a norma) si possa giungere quanto prima a una soluzione:

Per fermare questa cattiva abitudine è dovuta arrivare nel 2010 la bocciatura della Commissione europea, chiamata in causa dall’Italia per ottenere la concessione del terzo triennio di deroga. Lo stop di Bruxelles è giunto inaspettato, cogliendo le autorità italiane impreparate; però ha avuto il merito di innescare un’accelerazione degli investimenti e degli interventi di ripristino dei parametri dell’acqua grazie ai quali alcune Amministrazioni Comunali non hanno avuto bisogno di chiedere più deroghe. Ci auguriamo che presto il capitolo delle deroghe sulle acque potabili possa chiudersi definitivamente.

Photo Credits | Sean Rogers1 su Flickr

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