Smart-i, l’innovazione italiana che dimezza i consumi dei lampioni

di Matteo Carriero 1

lampioniParliamo oggi di uno splendido progetto italiano: Smart-i, un sistema basato su un particolare sensore che è in grado di dimezzare i consumi dei lampioni (si arriva al 49% in meno).

Torniamo a parlare di risparmio sull’illuminazione pubblica, questione che ci ha procurato non pochi mal di pancia in passato con la bocciatura del decreto Cieli Bui, che avrebbe potuto portare a enormi risparmi energetici nella penisola (dove per l’illuminazione pubblica si spende il doppio o il triplo rispetto agli altri grandi paesi europei).

Forse alcuni si ricorderanno che nonostante la bocciatura del decreto si dichiarò la volontà di procedere con innovazioni tecnologiche in grado di migliorare il risparmio energetico. Smart-i sembra calzare a pennello con la volontà espressa al tempo dal Governo Monti.

Il dispositivo da applicare ai lampioni, connesso a microcamere, permetterebbe una regolazione del flusso luminoso estremamente accurata, che permetterebbe di mantenere perfettamente intatto il livello di sicurezza attuale. Non solo, fornirebbe anche servizi di assistenza al parcheggio, spot Wi-fi, informazioni sul traffico. Il progetto Smart-i è portato avanti dai due giovani imprenditori Mauro di Giamberardino e Gabriele Randelli, che con il loro progetto hanno vinto il concorso Enel Lab indetto per i 50 anni del gruppo.

Ma vedremo mai questa innovazione in Italia? Ora alla start up andranno 250 mila euro a fondo perduto, se l’idea si dimostra funzionante (oltre i test già effettuati), verranno forniti altri 400 mila euro. Per il momento i lampioni smart saranno installati a L’Aquila, Bracciano ed Enea a Casaccia. Secondo gli ideatori si dovrebbe rientrare nel giro dell’investimento, pensate, in soli 3 anni.

Un progetto che potrebbe essere vincente, una di quelle idee che da tempo invochiamo per ridurre l’incredibile spreco energetico relativo all’illuminazione pubblica. Non possiamo che augurare un grande in bocca al lupo ai fondatori della start up.

Photo credits | Paola su Flickr

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