Taranto, nuova chiazza in mare di fronte all’Ilva

di Marco Mancini Commenta

taranto chiazza in mare ilvaNon ha fine la battaglia tra l’Ilva e le associazioni ambientaliste di Taranto. Dopo le varie polemiche dei mesi scorsi, oggi se ne apre un’altra per una vicenda che coinvolge ancora una volta l’azienda, nonostante si tenti in tutti i modi di negare i fatti. L’ambientalista Fabio Matacchiera che da anni si batte contro il colosso siderurgico ha ripreso con la sua telecamera una chiazza di vari colori fuoriuscire dagli scarichi dell’azienda, ed ha portato immediatamente questo materiale in Procura.

Stando alle dichiarazioni di Matacchiera, la macchia grande circa 100 metri per 20 che va espandendosi dai canali di raffreddamento 1 e 2 che sbucano nel Mar Grande sarebbe composta da fanghi e sostanze “verosimilmente oleose”, schiumose di colore giallo bruno, marrone intenso ed addirittura nero pece. Il video non sembra lasciare spazio a dubbi e nemmeno gli inquirenti sembrano esenti dai dubbi sugli effetti di questi fenomeni. L’unica a non essere d’accordo è proprio l’Ilva.

Nonostante le immagini siano piuttosto chiare, l’azienda ha precisato che si tratta “sostanze di natura vegetale” e che è da escludere lo sversamento degli idrocarburi. Questa spiegazione però non convince Matacchiera che ha detto chiaramente che la macchia esce proprio dall’Ilva e dunque non può che trattarsi di quello. Più cauta invece la capitaneria di porto il cui rappresentante, il capitano di vascello Pietro Ruberto, spiega

Effettivamente quel giorno abbiamo attivato la squadra della Ecotaras, per la presenza di chiazze non meglio precisate in quell’area.

La Ecotaras è il nucleo di pronto intervento che si occupa della bonifica degli specchi d’acqua del compartimento marittimo di Taranto, la quale ha confermato sia la presenza della chiazza che la sua origine vegetale. Nell’attesa di conoscere i risultati delle analisi dell’Arpa, di certo la battaglia tra Matacchiera e l’azienda siderurgica continua. Questo è infatti solo l’ultimo video, in ordine di tempo, di una lunga serie girato dal presidente del Fondo antidiossina Taranto onlus, e di certo non sarà l’ultimo in assoluto.

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