Boyan Slat, la storia del ragazzo che decise di ripulire l’oceano

di Redazione 1

Ripulire l’oceano dall’immondizia sembra un’utopia. Non se hai tanta pazienza, voglia e sai usare gli strumenti moderni. È quanto fatto da Boyan Slat, un ragazzo olandese di 19 anni che, come nella migliore delle tradizioni delle grandi imprese, un giorno si è svegliato ed ha deciso di cambiare il mondo. Boyan ha avviato una fondazione con l’intento di eliminare quanta più plastica dagli oceani, ovviamente non da solo, e a quanto pare, almeno sulla carta, potrebbe riuscirci.

Boyan Slat è uno studente che negli ultimi anni si è interessato all’ambiente. Forse scioccato dalle recenti immagini di animali che muoiono perché ingeriscono pezzi di plastica scambiati per prede, o foto che riprendono agglomerati di immondizia in acqua che vanno a formare delle vere e proprie isole, ha deciso di non restare più a guardare ma fare qualcosa per cambiare questo scempio. Ha così fondato la Ocean Cleanup Foundation, letteralmente la fondazione per ripulire l’oceano, ed ha presentato il suo progetto al TEDX dello scorso anno. Il Tedx è un evento che si tiene in molte città del mondo, anche in Italia, in cui vengono presentate le migliori idee in campo artistico, scientifico e quant’altro.

Il suo progetto non può di certo basarsi sul ripescare una bottiglia dopo l’altra a mano, ma ha inventato un dispositivo chiamato Ocean Cleanup Array, un dispositivo che include una rete e piattaforme di elaborazione che, rilasciate nelle grandi aree marine dove si accumulano i detriti di plastica ed altra immondizia, riescono a recuperare tutto questo ciarpame senza infastidire i pesci. Potenzialmente, dice il suo inventore, si potrebbe raccogliere una quantità di rifiuti di plastica doppia rispetto a quella prodotta in tutti gli Stati Uniti in un anno.

Il macchinario assomiglia ad un imbuto. Percorrendo su una nave chilometri di oceano, il dispositivo è in grado di analizzare tutto ciò con cui viene in contatto. In questo modo riesce a separare i rifiuti da recuperare con ciò che invece deve rimanere nell’oceano. Tutto ciò che viene tolto dal mare viene poi riciclato. La finalità, conclude Slat, è di salvare la vita agli animali marini, ma indirettamente anche all’uomo perché eliminando agenti inquinanti come DDT e PCB veniamo noi stessi in contatto con meno veleni. Il suo progetto ha così vinto il premio come miglior disegno tecnico del 2012 alla Delft University of Technology e potrebbe partire non appena verranno accumulati i fondi necessari.

[Fonte: Ecorazzi]

Photo Credits | Getty Images

Commenti (1)

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