Cambiamenti climatici, l’oceano assorbe sempre meno biossido di carbonio prodotto dall’uomo

di Redazione Commenta

Nell’Oceano Indiano meridionale, il cambiamento climatico sta portando a forti venti, che mescolando le acque, fanno sì che la CO2 che si trova immagazzinata nella profondità dell’oceano risalga in superficie. Questa è la conclusione di un gruppo di ricercatori coordinato da Nicolas Metzl che hanno studiato le ultime misurazioni effettuate dal CNRS’s INSU, dall’IPEV e dall’IPSL. Di conseguenza, l’Oceano meridionale non può più assorbire la stessa quantità di CO2 atmosferica di prima. Il suo ruolo di deposito di carbonio è stato indebolito, e si stima che in questo importante compito l’Oceano Indiano sia ora dieci volte meno efficiente di quanto stimato in precedenza. La stessa tendenza si può osservare anche ad alte latitudini nel Nord Atlantico.

L’aumento della quantità di CO2 nell’atmosfera, che è la causa del riscaldamento del clima, è il risultato delle attività umane (utilizzo di combustibili fossili e deforestazione). Tuttavia, il riscaldamento è mitigato dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri, che sono in grado di assorbire gran parte delle emissioni di CO2. Gli oceani del pianeta sono il principale deposito di carbonio, ma negli ultimi dieci anni sono diventati sempre meno in grado di svolgere questo ruolo, sia nel nord che nel sud del mondo.

Dal 1998 al 2008, i dati raccolti, insieme con i dati precedenti (1991-1995), mostrano che la quantità di CO2 sta aumentando più rapidamente nelle acque di superficie che in atmosfera. Quindi, anche se il contenuto di CO2 nell’atmosfera rimane superiore a quello nelle acque di superficie, la differenza è in netta diminuzione.
Questo incremento è il risultato dei cambiamenti climatici ad alte latitudini, che ha portato ad un aumento della relativa differenza di pressione atmosferica a latitudini tra 40 e 60° S, e quindi ad una maggiore velocità del vento, che a sua volta dà origine ad una maggiore miscelazione delle acque oceaniche, smuovendo quelle più profonde. Le acque superficiali contengono meno CO2 delle acque profonde, in quanto la CO2 è ripresa dalla attività fotosintetica del fitoplancton marino. Inoltre, quando questi organismi muoiono, sono depositati in acque profonde in cui sono decomposti da batteri, in modo da arricchire la acque profonde delle emissioni di CO2. Così, quando vi è una maggiore miscelazione dell’oceano dovuta ai forti venti, una maggiore quantità di CO2 è condotta dagli strati profondi alla superficie e, di conseguenza, l’oceano diminuisce la capacità di assorbire CO2.

Si tratta in assoluto della prima rilevazione sul campo che conferma il ruolo dei cambiamenti climatici nel ciclo del carbonio oceanico del Sud del mondo.
Sia nel nord che nel sud del mondo, negli ultimi dieci anni si è assistito ad un indebolimento degli oceani come “pozzi” di carbonio, il che significa un aumento del contenuto di CO2 in atmosfera e quindi il riscaldamento del clima.

[Fonte: CNRS (Délégation Paris Michel-Ange) (2009, February 23). Ocean Less Effective At Absorbing Carbon Dioxide Emitted By Human Activity. ScienceDaily. Retrieved February 23, 2009, from http://www.sciencedaily.com­ /releases/2009/02/090216092937.htm]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.