La cancellazione del SISTRI, il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti speciali, ha suscitato molto clamore nel settore ambientale, anche se a livello nazionale è passato un po’ sotto silenzio dato che erano ben altri i risvolti che interessavano ai cittadini, come il prelievo fiscale. Eppure la questione dovrebbe interessare molto gli italiani perché è un vero e proprio regalo alle mafie. Le reazioni però non sono mancate.
Dopo il pessimo recepimento della direttiva europea sui reati ambientali, ora la cancellazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti: nel governo regna il caos e ancora una volta la lotta all’illegalità ambientale diventa un’operazione di facciata. L’Italia, nella battaglia contro la criminalità ambientale in genere, ha bisogno di atti e norme chiare e condivise mentre il governo continua a “perdere occasioni” sottovalutando nei fatti la forza dell’ecomafia che ormai stritola l’intero Paese
ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente che oltre a definire il provvedimento un regalo all’ecomafia, spiega anche che si tratta di un incredibile spreco di denaro pubblico visto che l’impianto era nato con finanziamenti pubblici (cioè con i soldi dei cittadini) e, appena dopo pochi mesi, è stato cancellato.
Il governo ha perso l’ennesima occasione per semplificare da una parte la vita solo alle aziende che vogliono rispettare la legge, stringendo però la morsa su chi è colluso con i trafficanti di veleni che continuano ad ammorbare milioni di cittadini del nostro Paese, utilizzando da una parte sistemi innovativi ma trasparenti di monitoraggio del ciclo dei rifiuti e dall’altra strumenti tradizionali come le insostituibili intercettazioni telefoniche e ambientali, ancora pesantemente a rischio con il disegno di legge in discussione in Parlamento.
Di parere diametralmente opposto il Ministro Calderoli, uno dei fautori della cancellazione del registro, che ha così spiegato la scelta:
L’abolizione del Sistri rappresenterà una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un pò eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni.
La questione si complica. In tutto questo si fa sentire il Ministro Prestigiacomo che ha subito chiesto che la norma venga rivista perché molte aziende la vogliono. Ci chiediamo come mai non sia intervenuta prima, al momento della decisione di chiudere l’organo. Per fortuna, secondo la stessa ministra, c’è la forte possibilità che la norma venga emendata in sede di votazione, e ce lo auguriamo tutti. Anche perché speriamo che, al momento di decidere, il Parlamento tenga conto delle parole di Bonelli, leader dei Verdi:
Con l’abolizione del sistema di tracciabilità dei rifiuti l’ecomafia e tutti coloro che si sono arricchiti sul traffico dei rifiuti alle spalle dei cittadini, della salute e dell’ambiente festeggiano.
Vedremo se il “Governo del fare” riuscirà a rovinargli la festa.