E-Cat e fusione fredda, come funziona l’invenzione di Rossi?

di Redazione 2

Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più di fusione fredda, ma ancora si conosce poco di questo rivoluzionario metodo. Di cosa si tratta? La fusione fredda non è altro che una produzione energetica nucleare, ma con un funzionamento praticamente contrario al nucleare che conosciamo oggi. Mentre nelle centrali odierne, anche in quelle di ultima generazione, si raggiungono temperature elevatissime tanto da essere necessarie intere piscine di raffreddamento, con questo innovativo metodo, basato sulla fusione del nocciolo e non sulla fissione, si utilizzano temperature bassissime, al di sotto degli zero gradi.

Questo escamotage permette di agire con maggiore sicurezza rispetto al passato in quanto un incidente non porta ad un’esplosione devastante come accaduto a Chernobyl, ma al massimo solo a tanto spavento come accaduto di recente quando, durante un esperimento effettuato dal fisico italiano Francesco Celani, c’è stata un’esplosione che ha distrutto solo l’involucro nel quale avveniva la fusione, senza però ferire nessuno. Inoltre, aspetto non da poco, la fusione fredda non ha le stesse problematiche di rifiuti radioattivi come quelle presenti oggi. Uno dei principali esponenti al mondo di questa tecnologia è un altro italiano, Andrea Rossi, che ha inventato l’E-Cat. Cerchiamo di capirne il funzionamento.

Senza entrare troppo nello specifico (non sono un fisico nucleare e comunque tutti i segreti non sono mai stati divulgati), si può riassumere la funzione di questo strumento in una fusione di nichel e idrogeno che produce rame. Si tratta di una reazione esotermica (trasporta il calore dal sistema verso l’ambiente, ovvero produce energia termica). Il combustibile in questo caso è dunque il nichel, disponibile in quantità molto maggiori e a prezzi più economici rispetto a plutonio e uranio utilizzati oggi, di granularità molto fine, a cui viene aggiunto dell’idrogeno ed un catalizzatore. Il tutto viene posto al centro del nocciolo del reattore contenuto in una scatola d’acciaio grande quanto una cassaforte da muro, a cui sono fissati dei dispositivi di raffreddamento. La loro funzione è di trasmettere il calore prodotto all’acqua.

Il reattore è collegato con un serbatoio di acqua fredda ed ha una presa per l’acqua calda. L’acqua fredda scorre nel reattore, l’acqua si riscalda, produce vapore che a sua volta produce energia. I suoi test, e quelli effettuati da osservatori indipendenti, hanno dato risultati positivi, ma nella comunità scientifica c’è sempre chi mantiene forti dubbi sulla realizzabilità su larga scala di questo reattore perché in gran parte rimane segreto. Noi continueremo a monitorare la vicenda per capire se verrà mai realmente realizzato.

Fonti: e-catworld; ecat.com

Commenti (2)

  1. E’ interessante che si dia credito a Rossi:
    secndo SUE affermazioni nel 2011 avrebbero dovito iniziare le consegne dell’oggetto, in seguito procastinate e avviato un progetto per una GRANDE centrale in grecia nel 2012.
    Sempre nel 2012 avrebbero dovuto esser consegnati deigeneratori casalinghi e ad oggi vediamo solo delle foto di container vuoti (alzati facilmente da un transpallet) con “piccicato” sopra un paio di affari pseudo elettrici.
    Qual’e’ la spiegazione di tal creduloneria?
    http://allarovescia.blogspot.it/2011/11/e-cat.html

    1. vista l’importanza (presunta) dell’invenzione era giusto dare spazio a Rossi e all’E-Cat. Se poi si rivela un buco nell’acqua la responsabilità è di chi ha investito tanto in questa fonte energetica. Il dibattito è comunque ancora aperto e continueremo a dare spazio a tutte le campane

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