Ermete Realacci spinge per la legge sul commercio equo e solidale

di Redazione Commenta

Ermete Realacci, nuovo presidente Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, spinge per l’approvazione in tempi ristretti della legge sul commercio equo e solidale. Una legge per la “promozione e la disciplina del settore”, presentata dallo stesso esponente del PD.

Due giorni fa si è celebrata la giornata del commercio equo e solidale. C’è chi ha deciso di commentarla puntando non tanto a vuote formule ma alla promozione concreta del commercio equo. Ermete Realacci, esponente del PD e presidente onorario di Legambiente, non sembra intenzionato a perdere tempo. Di recente, richiamando l’attenzione sulla proposta di legge, ha spiegato:

Il testo normativo riconosce il ruolo svolto dai soggetti che operano a diverso titolo nel commercio equo e solidale, indica con definizioni precise significato e finalità di questa forma di commercio, dà garanzie di trasparenza e di correttezza sulle modalità produttive e sulle prassi produttive ed organizzative attuate dalle organizzazioni del settore, promuove e finanzia azioni di sostegno per il settore.

Le finalità sono chiare: disciplinare e promuovere. La proposta, ricorda Realacci, è il frutto di un lavoro trasversale e nasce dal confronto con Agices, AssoBotteghe e Fairtrade/TransFair Italia. Il commercio equo è solidale ha conosciuto un’ottima crescita globale nel 2011, segnando un più 12% rispetto all’anno precedente. Fornisce occasioni di lavoro ed è animato da uno spirito differente.

Il commercio equo e solidale rappresenta un modo diverso di porre le relazioni commerciali tra il sud e il nord del mondo, nonché la possibilità di finanziare attivamente l’idea di uno sviluppo maggiormente sostenibile, sotto diversi aspetti, sociali e non solo. L’appello all’approvazione della proposta di legge lanciato da Realacci sarà ascoltato? Lo sapremo a breve e noi ci auguriamo senz’altro di sì, sarebbe un ottimo modo per inaugurare il nuovo ruolo istituzionale e ridarebbe forse anche un minimo di fiducia in un governo le cui cariche nel settore ambiente e agricoltura, per ora, non hanno convinto molto.

Photo credits | Getty Images

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