Foto pannelli solari: una gallery per riconoscere i modelli

di Redazione 4

Com’è fatto un pannello solare, a grandi linee, lo sanno tutti. Ma sapreste distinguere ogni singolo modello per capacità, modalità d’uso e tipologia? A dir la verità, a meno che non si faccia qualche corso da installatore specializzato, non è per nulla facile distinguere tra la enorme quantità di pannelli disponibili oggi sul mercato. Per questo cerchiamo di fare un po’ d’ordine e capire, attraverso la nostra gallery, a cosa serve ogni tipo di pannello, e come fare per distinguerli.

Bisogna prima di tutto però fare una distinzione. E’ necessario infatti ricordare il principio cardine dell’energia solare, e cioè che lo sfruttamento di questa fonte non è tutto uguale. Bisogna saper infatti distinguere tra pannelli solari e fotovoltaici: i primi servono per fornire acqua calda ad uso sanitario, i secondi per la produzione di elettricità. Ognuno ha un impianto diverso, anche se esternamente i pannelli possono somigliare, ma ciò significa che non potrete ottenere entrambe le cose da un unico impianto, ma per ottenerle entrambe bisognerebbe installare due impianti diversi. Fatta questa premessa, dopo il salto troviamo i diversi modelli di pannelli.

Andando in ordine di prezzo, partiamo dal più economico. Questo è il tipico esempio di pannello solare-fotovoltaico a bassa rendita. Esso produce soltanto 2 watt, ed è utilizzabile per piccoli macchinari elettrici, come l’apertura automatica dei cancelli o ricaricare la batteria di una moto. La bassa produttività e la semplicità dell’installazione, oltre al fatto che occupa davvero pochissimo spazio, sono le sue armi vincenti, che si riflettono sul costo, intorno ai 40 euro (esclusa l’installazione).

Non è difficile trovare dei pannelli leggermente più grandi. Questo ad esempio è l’ideale per dare energia a batterie un po’ più potenti, visto che produce 5 watt. Lo si può riconoscere, rispetto all’altro, perché è leggermente più grande e contiene un maggior numero di celle solari. Il prezzo non differisce di molto rispetto al modello precedente.

Saliamo un poco di prezzo e troviamo i pannelli solari portatili. In Italia ancora non sono molto diffusi, ma potrebbero diventarlo a breve. Sono dei piccoli pannelli di circa 15 centimetri per 5, fatti con silicio policristallino, i quali non necessitano di installazione e, in poche ore di esposizione, sono in grado di produrre all’incirca un watt. Se la produzione può sembrarvi poca, basti pensare che in meno di un’ora può ricaricare le batterie stilo e ministilo, e in un paio d’ore un cellulare o un iPod. Il costo si aggira intorno ai 100 euro.

L’ultima trovata tecnologica è il pannello flessibile. Questo si chiama “amorfo“, cioè ha una struttura più “disorganizzata” rispetto al tipo cristallino, e occupa anche più spazio, ma ha il vantaggio di poter essere flessibile, di potersi collegare direttamente al dispositivo da ricaricare, e non ha bisogno dell’esposizione diretta al sole. Può essere installato su diverse strutture, come ad esempio una nave o sul camper, ed è ottimale per ricaricare cellulari, fotocamere digitali, ecc. Il costo è superiore, ma non di molto, ai 100 euro.

Un’evoluzione del pannello precedente è quello semi-flessibile. Questo arriva a produrre fino a 14 watt, è più leggero e pratico rispetto a quelli in silicio, ma più efficiente rispetto al pannello flessibile. Esso necessita di installazione fisse su camper o abitazioni. Anche questo modello è amorfo, quindi non necessita dell’esposizione diretta al sole, e funziona anche in condizioni atmosferiche avverse. Con questo ci avviciniamo ai 200 euro.

Salendo ancora cominciamo a trovare i modelli un po’ più costosi. Sopra i 250 euro più l’installazione si trova il modulo fotovoltaico domestico più economico. Esso produce circa 50 watt, sufficienti a dare energia a piccoli elettrodomestici, ma dev’essere installato necessariamente sul tetto e dev’essere orientato, con la giusta angolatura, verso il sole.

Dopodiché si passa ai pannelli che possono andare da poche centinaia di euro a qualche migliaio, e sono quelli da camper. Questo è un modello-tipo, anche se la struttura interna può differenziarsi a seconda che lo si voglia utilizzare per riscaldare l’acqua (più raro) o creare elettricità per gli elettrodomestici della casa-mobile (più comune).

E poi ci sono i pannelli per impianti solari domestici. Questo, di varie dimensioni a seconda della quantità di acqua che si intende riscaldare, si chiama “pannello a vaso aperto” o “senza pressione in uscita”, il quale ha bisogno di installare anche un’autoclave per ricreare la pressione dell’acqua. Il prezzo di solito è intorno ai 500 euro e come vedete, può presentarsi in varie forme a seconda dell’azienda produttrice.

Il precedente si differenzia da quest’altro modello, l’heat pipe, detto anche a “circolazione forzata”, che non ha bisogno di ulteriori installazioni, ma ha un costo di circa il doppio rispetto a quello a vaso aperto.

Ed infine c’è il più comune (e costoso) dei pannelli solari, cioè il modulo fotovoltaico. A seconda del numero di pannelli cambia la quantità di energia elettrica prodotta, la quale va dai più piccoli, circa 2 Kwh, a quelli più grandi per usi industriali. Escludendo l’installazione, il costo minimo dovrebbe aggirarsi sugli 8-9 mila euro, a salire in base alla quantità di energia installata.

Commenti (4)

  1. Articolo davvero utile. Brava ragazza 🙂

  2. ho bisogno del pannello solare domestico quanto mi verra a costare tutto?

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